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Francesco Innocente

Terra sitibonda ove il sole si fa vino. Non si potrebbe raccontare con migliore sintesi ed efficacia l’essenza di un territorio e dei suoi vini, che con i versi che il Sommo Poeta Dante usa per descrivere la Puglia, regione tra le più soleggiate d’Italia e povera di corsi d’acqua.

Benché si producano interessanti vini bianchi nell’Alta Murgia e nella Valle d’Itria, è abbastanza automatico il richiamo a varietà a bacca nera quando si parla di vino pugliese. Queste rappresentano circa il 70% delle uve coltivate in Puglia, proporzione che diviene ancora più marcata nel Salento. Tra i vitigni pugliesi, si dividono lo scettro di varietà più importanti Negroamaro, Primitivo e Uva di Troia, per tradizione e per qualità dei vini prodotti. La Puglia è sempre stata molto generosa nelle quantità di vino prodotto, tanto da meritarsi l’etichetta di “cisterna d’Italia”, disponibilità che è stata a lungo una grande fortuna per l’economia locale. Inoltre, alto tenore alcolico, impenetrabilità nel colore e bouquet olfattivi mai invadenti permettevano “l’aggiustamento” di vini di latitudini maggiori in modo discreto, rendendo di fatto i vini rossi pugliesi tra i prediletti, anche Oltralpe, per il taglio. Per la riscossa enoica della Puglia bisognerà attendere gli anni Settanta, anche per mano di figure carismatiche e competenti come l’indimenticato Severino Garofano, tra i principali conoscitori degli autoctoni pugliesi, e salentini in particolare.

Se c’è un vitigno che gode di terre aride e climi molto caldi come fosse un abitante di un’isola caraibica, questo è il Negroamaro. Molti studiosi ritengono che la sua comparsa in Salento sia dovuta alla colonizzazione dei Greci, avvenuta tra l’VIII e il VII secolo a.C. Così come sempre ai greci si deve l’introduzione del caratteristico sistema di allevamento ad alberello, che in questo territorio rappresenta ancora oggi uno dei sistemi più diffusi, nonché quello da cui si ottengono i vini di maggiore qualità, grazie anche a vigneti spesso centenari. Prodotto principalmente nelle provincie di Lecce, Brindisi e Taranto, il Negroamaro è un’uva a maturazione abbastanza tardiva.

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