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Il Progetto Feudi Studi (realizzato da Feudi di San Gregorio SpA) con questo suo dettagliato lavoro, si propone come un vero e proprio Laboratorio di studi ed approfondimenti che ci racconta dell’Irpinia, ci catapulta, con entusiasmo e professionalità. Questa terra, purtroppo ancora troppo poco valutata, dove il carisma del suo popolo e l’ottima posizione geografica hanno dato i natali a 3 perle della nostra enologia: Aglianico di Taurasi, Fiano d’Avellino e Greco di Tufo.

Un lavoro suddiviso in due tomi: Territorio varietà, denominazioni (vol. 1) e Taurasi e Irpinia Campi Taurasini (vol. 2).

Il tutto arricchito di tabelle e mappe che fanno chiarezza sui confini delle Docg e delle Doc, dati sulla produzione e splendide immagini di un territorio che merita l’attenzione che si sta guadagnando.

Un po’ storia. Uno studio approfondito, quindi, sull’Irpinia, sulle sue radici storiche che ci ricordano che tra fine ‘800 e inizi ‘900 Avellino era uno dei più importanti centri vitivinicoli italiani non solo per quantità ma, nel tempo, anche per qualità. Tanto che nel 1879 nasceva la più antica Scuola di viticoltura ed enologia d’Italia (grazie anche al lavoro dell’allora ministro irpino De Sanctis). Nel 1928 (anni duri che vedevano il propagarsi dell’epidemia di fillossera) Avellino occupava addirittura il 3° posto per produzione. E sulla nota Ferrovia del vino scorrazzavano incessantemente vagoni cisterna che dalla stazione di Taurasi andavano verso il Piemonte, la Toscana, il Veneto ma anche Rodano, Gironda e Languedoc. Gli anni a venire (II Guerra Mondiale) spensero tutto ciò mentre la fillossera continuava ad avanzare. Fortunatamente la lungimiranza dei fratelli Mastrobernardino consentì una rivalorizzazione delle varietà autoctone con forte identità territoriale. Percorso, questo, che porterà tra il 1970 e il 1978 alla nascita delle 3 Doc: Taurasi-Greco di Tufo-Fiano d’Avellino con conseguente boom di crescita delle aziende imbottigliatrici.

Territorio varietà, denominazioni.  Il primo volume fa proprio un’analisi su questi tre vitigni, su questo terroir unico per clima e collocazione geografica, che sfocia nella produzione di vini ricchi di personalità e che non hanno nulla da invidiare ai blasonati e noti amici d’oltralpe.  Uno studio ricco di analisi anche sul fronte della necessità di revisione delle denominazioni.

Taurasi e Irpinia Campi Taurasini. Nel secondo volume ci troviamo di fronte ad un focus su Taurasi, storia, origine, confini, macroaree ed escalation da vini d’assemblaggio a vini “fieri”, da vini indistinguibili spesso frutto di realtà “piccole” alla nascita di veri e propri cru.  Approfondimenti su produzioni, disciplinare, sul binomio Taurasi-fiume Calore, sulla geologia, senza dimenticare la longevità, gli abbinamenti, gli aromi ed i sapori. Mappe particolareggiate ci danno molte informazioni utili sull’influenza e le differenze (geologiche e non solo) che possono assumere le tre Docg Fiano d’Avellino, Greco di Tufo ed Aglianico (non perdere assolutamente i vari link su youtube soprattutto quello a pag. 77  Re Serpico vigneto storico…un’opera d’arte!).

Un lavoro – questo – da parte di Feudi di San Gregorio che non termina con questa collana di libri ma che, nel tempo, si arricchirà di contributi ed approfondimenti.

Ed anche in questo caso W L’IRPINIA!

 

 

Da un’idea di Antonio Capaldo (Presidente Feudi di San Gregorio) e Pierpaolo Sirch (Responsabile Produzione)

 

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