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Di Enrico Zamboni

Le statistiche riguardanti il vino valutano l’andamento della produzione, il
volume del fatturato, l’import-export e la fiducia dei consumatori. Ma qual è
il sentiment degli addetti al settore vitivinicolo?

Lo rivela trimestralmente l’ISMEA, Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo e Alimentare, che pubblica la scheda di settore in base ai risultati delle indagini svolte su un campione di 800 aziende agricole, di cui il 12% appartenente al comparto vitivinicolo.

I risultati non sono incoraggianti. L’Indice del Clima di Fiducia (ICF) degli addetti al settore del secondo trimestre 2019 è in forte calo rispetto al trimestre precedente, per la prima volta dopo oltre 2 anni. La notizia positiva è che, comunque, il settore vitivinicolo gode di una salute migliore rispetto all’intero comparto agricolo, confermando ancora una volta che il vino rimane uno dei settori trainanti dell’agricoltura nazionale.

Il campione totale, come detto, è composto da 800 aziende, di cui 90 considerate realtà d’eccellenza dell’agricoltura italiana, selezionate dalle liste della Banca Dati AIDA Bureau Van Dijk e individuate per la loro rappresentatività settoriale nella zona territoriale di localizzazione. Il 12% del campione appartiene al settore vitivinicolo.

In base al genere – esclusa la quota del 15% corrispondente a imprese a gestione associativa – il 78% dei conduttori delle aziende intervistate è costituito da uomini e il 22% da donne; in riferimento all’età, solo un 11% ha meno di quaranta anni.

L’indice è calcolato a partire dalle risposte date dagli operatori a due domande, la prima sull’andamento degli affari correnti dell’azienda e la seconda sull’evoluzione, a 2-3 anni, della situazione economica dell’azienda. L’analisi evidenzia come vi sia un modesto calo dell’andamento degli affari correnti che comporta un aumento del pessimismo degli operatori sul previsionale degli anni futuri. I risultati degli addetti al settore vitivinicolo, tuttavia, non sono isolati, rispecchiandosi fedelmente nell’ICF dell’intero comparto agroindustriale.

Il Sommelier Magazine Analisi del clima di fiducia e del mercato interno del vino italiano

L’origine di questo calo della fiducia degli addetti al settore dell’industria del vino è da ricercare nel calo degli ordini che porta, conseguentemente, ad un aumento delle scorte invendute. Tuttavia, va evidenziato che nel trimestre di riferimento, che ricordiamo essere il secondo del 2019, c’è stato anche un calo di fiducia nelle attese di produzione, complice un andamento climatico avverso. Va ricordato che lo scorso inverno è iniziato in maniera anomala, con temperature superiori alla norma, e precipitazioni inferiori alla media. Questa situazione si è protratta fino ad aprile, mentre a maggio si è registrata un’inversione di rotta, con piogge abbondanti e calo delle temperature, che hanno causato un rallentamento generale del ciclo biologico della vite. L’estate è stata caratterizzata da temperature alte, con piogge isolate ed a carattere temporalesco, che hanno causato difficoltà più che apportare benefici.

Tutto ciò, se da un lato ha portato ad una buona qualità delle uve, dall’altro si è tradotto in un ritardo delle vendemmie ed in un calo della produzione, come stimato da ISMEA e Unione Italiana Vini, in collaborazione con Assoenologi.

In attesa del completamento dei dati 2019, che sicuramente ci aiuteranno a comprendere il perché di queste flessioni, è possibile consultare risultati aggiornati al 2018. La produzione nazionale è destinata per quasi il 60% al consumo interno, con una piccola quota indirizzata alla trasformazione industriale. La restante parte, circa il 40%, è rivolta al mercato estero.

 

Dopo il trend negativo dei primi dieci anni di questo millennio, il mercato interno risulta ormai stabilizzato, sia in termini totali che di consumi procapite. Ciò che invece sembra di buon auspicio, è la variazione degli equilibri nel paniere della domanda, dove continua il trend di crescita dei vini a IG, a scapito del consumo dei vini comuni, soprattutto nella fascia daily.

Sicuramente una buona notizia per l’intero comparto, che vede premiati gli sforzi degli operatori, da anni impegnati nel miglioramento continuo dei prodotti.

 

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Fonte grafici: Stima Ismea

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