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Di Stefano Borelli

 Tutto rinviato.  Per l’ennesima volta. Dopo colpi di scena al cardiopalma, la decisione su come e quali termini il Regno Unito uscirà dall’Europa è slittata ancora. Se ne riparlerà il 31 gennaio 2020.   E di nuovo, da quando nel 2016 gli inglesi votarono per uscire dall’Unione Europea, regna l’incertezza più assoluta. Nel campo commerciale, in particolare il vino, non è chiaro cosa sarà dei rapporti storicizzati che legano il Vecchio Continente al Regno Unito. Con gli operatori del settore incerti sul da farsi e gli oltre 33 milioni di consumatori di vino d’Oltremanica che temono dazi troppo alti per i loro amati vini europei.

Il Sommelier Magazine Brexit, gli Inglesi non rinunceranno ai Vini Italiani.

L’OPINIONE DI…

Chi cerca di essere più ottimista e di guardare al di là dei dati economici è, invece, Pierluigi Puglia, Portavoce dell’Ambasciata Britannica a Roma.

Quello che è certo è che qualsiasi cosa accada i rapporti con l’Italia non dovrebbero cambiare molto. L’Italia è tra i più grandi produttori del mondo del vino e la sua popolarità nel Regno Unito è in crescita. Il Prosecco è uno dei vini spumanti più apprezzati e nei consumi ha di recente sorpassato lo Champagne.  I dati di cui siamo in possesso ci dicono che il Regno Unito ha importato 775 milioni di euro di vino italiano nel 2017 e la voce import è aumentata dal 14%, del 2009, al 21%, del 2017.”

Il Regno Unito è per i vini italiani il terzo mercato di destinazione dopo Stati Uniti e Germania; mentre per gli spumanti è il primo mercato.  Ma numeri a parte, il cambiamento più profondo è nelle abitudini.

Oggi gli inglesi – ci conferma il dottor Puglia – hanno un numero sempre più alto di vini italiani offerti nei pub più famosi.  I prodotti del Belpaese sono tra le prime scelte per i consumatori che apprezzano la loro storia e il loro sapore. Questo riflette una tendenza sempre più diffusa verso uno stile di vita sano, che coinvolge anche le abitudini di consumo di alcol. Quindi, comprendiamo le preoccupazioni degli imprenditori ed è innegabile che la nostra decisione di lasciare l’UE abbia creato incertezza. Tuttavia, dubito che la Brexit possa avere un impatto così grande sullo stile di vita, tanto da spingere le persone a trascurare la qualità dei vini italiani. Sono anche fiducioso che i cittadini britannici sceglieranno ancora l’Italia come una delle loro destinazioni preferite. Nel campo turistico- conclude a tale proposito il dottor Puglia – i cambiamenti potrebbero essere poco evidenti. Ogni anno, infatti, 4 milioni di cittadini del Regno Unito scelgono l’Italia per le loro vacanze. Una volta tornati a casa, questi viaggiatori amano riprovare i sapori che hanno gustato nei loro tour in Italia e comprano prodotti italiani nei negozi locali.”

Il Sommelier Magazine Brexit, gli Inglesi non rinunceranno ai Vini Italiani.

 

RISVOLTI POSSIBILI

La principale preoccupazione, per chi lavora nel mondo del vino, è in realtà il tema delle accise. Oggi la Gran Bretagna, insieme alla Finlandia, ha già la maggior tassazione sul vino europeo. Le imposte indirette che si pagano pesano su una cassa di dodici per 2,23 Sterline inglesi (GBP) a bottiglia e per una di spumanti di 2,86 Sterline inglesi (GBP) a bottiglia. La Wine and Spirit Trade Association, Associazione che rappresenta l’industria del vino britannico teme, dal canto suo, l’inasprimento degli adempimenti burocratici. Fino ad oggi, il documento amministrativo di accompagnamento cartaceo è stato sostituito da un documento elettronica, ma si potrebbe tornare a certificati cartacei di importazione ed esportazione, che andrebbero esaminati e timbrati uno ad uno alle frontiere.

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