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di Fabio Ciarla

Da ottobre 2019 è partita la sfida universitaria della Delegazione Roma e Castelli Romani, che ha portato la Fisar ad essere partner di un’istituzione importante, l’Università Roma Tre, nell’ambito di un percorso didattico di grande respiro per la formazione di futuri “Gastronomi”.

Il Sommelier Magazine A Roma la Fisar entra all’università per formare i futuri gastronomi

Il “Laboratorio di Enogastronomia III” del Corso di Laurea in Scienze e Culture Enogastronomiche vedrà infatti protagonista la Delegazione della Capitale, sviluppando un percorso didattico che comprenderà, senza tuttavia esaurirsi in esso, il corso di Primo Livello per Sommelier.

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Per avere un’idea precisa dell’importanza di questa iniziativa abbiamo chiesto alla Coordinatrice del Corso di Laurea, la professoressa Livia Leoni, da dove nasce questo nuovo e innovativo corso.

Nasce da un’esigenza nazionale e in particolare del Lazio. L’analisi dell’andamento economico dei settori agroalimentare e del turismo agro-alimentare hanno supportano fortemente l’istituzione di questo corso di studi, attivato nel 2015 presso il Dipartimento di Scienze di Roma Tre, recentemente riconosciuto dal Miur come “Dipartimento di Eccellenza” grazie ad un progetto quinquennale sulla sostenibilità ambientale e la biodiversità. Temi strettamente connessi al cibo e trattati da angolazioni diverse in molti degli insegnamenti del corso di laurea. Ma anche altre valutazioni hanno portato all’attivazione del corso. Infatti, nonostante l’eccezionale patrimonio gastronomico italiano sia la punta di diamante della nostra economia, nell’anno di attivazione solo cinque corsi di laurea analoghi erano presenti in Italia, tutti al nord. Infine, pur essendo attrattivo per studenti provenienti da tutti i tipi di scuola secondaria superiore, questo percorso è l’unico che consente ai diplomati alla scuola alberghiera di proseguire in modo congruo i propri studi. Sin dalla fase di progettazione è stato formato un “comitato di indirizzo”, al quale partecipano operatori del settore agrifood (associazioni / aziende / enti / scuole alberghiere), che ci consiglia e contribuisce a tenere i nostri obiettivi formativi in linea con un mondo del lavoro in continua evoluzione. Il corso di laurea si distingue per l’integrazione tra conoscenze tecnico-scientifiche ed umanistiche. Infatti, per valutare e valorizzare un cibo o una bevanda devono essere considerati non solo le sue qualità chimico-fisiche, sensoriali, nutrizionali e igienico-sanitarie, ma anche il contesto socio-economico e culturale del territorio di produzione”.

Negli anni il corso sta crescendo come adesioni e come richieste, ve lo aspettavate?

Personalmente me lo aspettavo, anche se per alcuni è stata una sorpresa. Credo che continueremo a crescere, perché ci sono tutti i presupposti ed il mercato del lavoro in questo settore non conosce crisi. In Italia manca un riconoscimento del “gastronomo” professionista. Con gli altri miei colleghi, che dirigono corsi di laurea simili a questo in tutta Italia, stiamo lavorando per dare dignità istituzionale e sociale a questa magnifica professione”.

Il ruolo di un’associazione di sommellerie come la Fisar come è visto dagli studenti e quale è secondo voi il valore aggiunto che può dare al corso di Laurea?

Per i docenti e gli studenti è un esempio tangibile di come il mondo dell’accademia e quello dei mestieri possono collaborare senza divisioni di casta, dialogando e arricchendosi vicendevolmente. Inoltre, la FISAR conduce, nella formazione, una politica seria, finalizzata al valore dei contenuti, molto lontana dalla superficiale mondanità che nell’era dei social troppo spesso si trova associata al mondo del vino”.

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Serietà, professionalità, formazione ad alto livello sono sicuramente le chiavi per formare i gastronomi del futuro e siamo felici che la Fisar sia parte integrante di questo percorso. A questo punto non rimane che augurare davvero grandi successi a questi ragazzi, sperando di vederli tutti completare anche la formazione in Fisar per diventare sommelier a tutti gli effetti.

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