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A cura della Redazione Centrale

 

Quando ho cominciato a pensare a come volevo che fosse la mia tessera ho deciso subito che volevo qualcosa che fosse in controtendenza rispetto a quello che è il concetto classico di design, elegante, minimalista e stilizzato. Volevo qualcosa di vivo e vibrante.

 

 

Chi sei e cosa fai nella vita?

Io sono Alessia, ho 45 anni, sono nata e cresciuta a Livorno, sono socia Fisar dal 2014 e faccio parte dell’associazione Le Donne del Vino. La mia più grande passione è da sempre l’arte, tanto che ho frequentato l’Accademia di Belle Arti a Carrara specializzandomi in pittura.

Più di recente ho scoperto il mondo del vino grazie a mio marito e da lì è nata una seconda passione che si è trasformata in poi nel mio lavoro. Insieme abbiamo creato la Winetrade, un’agenzia che supporta aziende vinicole ed enogastronomiche nelle loro attività di comunicazione.  Oggi mi divido tra il mio lavoro, che mi porta ogni giorno a scoprire nuovi luoghi e nuove realtà, oltre che a degustare fantastici vini e la pittura che ho recentemente riscoperto e che mi permette di esprimere liberamente la mia creatività.

Il Sommelier Magazine Intervista a Alessia Bernardeschi, vincitrice del Concorso “Progetta la Tessera FISAR”

 

Che cosa ti ha spinto a partecipare al concorso quest’anno?

L’idea è nata da una sfida. Mio marito è il vincitore della prima edizione e già da un po’ di tempo cercava di convincermi a provarci per vedere se sarei riuscita a fare altrettanto.

Alla fine ho accettato, ma alle mie condizioni: avrei presentato, insieme a dei progetti più “tradizionali”, anche qualcosa realizzato interamente da me. E’ così che sono nate le due opere, realizzate in acrilico su carta, che ho presentato al concorso e tra cui è stata scelta la vincitrice di quest’anno.

 

Com’è nata l’idea di questo progetto? A cosa ti sei ispirata?

Quando ho cominciato a pensare a come volevo che fosse la mia tessera ho deciso subito che volevo qualcosa che fosse in controtendenza rispetto a quello che è il concetto classico di design, elegante, minimalista e stilizzato. Volevo qualcosa di vivo e vibrante.

Ho da poco ricominciato a dipingere dopo una lunga pausa e mi stimolava l’idea di unire queste due passioni, arte e vino, per vedere cosa sarei stata capace di realizzare.

Ho voluto incorporare quello che è un po’ il mio segno distintivo, la figura femminile ho realizzato l’opera con colori accesi ed intensi per creare qualcosa che richiamasse lo sguardo su di se, invece di perdersi nel mare di tessere che ognuno di noi si porta sempre dietro.

Un oggetto che fosse bello da vedere e che magari facesse piacere mostrare.

 

Quando hai inviato il tuo progetto pensavi di vincere?

Non credevo assolutamente di vincere. Come ho già detto ho partecipato quasi per gioco e vista la natura del progetto non sapevo nemmeno se le mie proposte sarebbero state prese in considerazione o se erano già state sottoposte opere pittoriche al concorso prima di me.

L’atto di inviare i miei progetti a Fisar è stato un atto di coraggio ed ero già contenta così, a prescindere dal risultato. Scoprire di aver vinto è stata una grandissima sorpresa.

 

Come hai reagito quando hai ricevuto la comunicazione della tua vittoria?

Ho ricevuto una telefonata da Fisar in cui mi chiedevano se le due opere pittoriche presentate fossero originali e di mia proprietà, per via del diritto d’autore, ma non avevo capito di aver vinto, credevo fosse la prassi. Quando alla fine me lo hanno detto sono rimasta per un po’ lì congelata, divisa tra “Non ci posso credere, ho vinto!!” e  “Oddio, ora mi tocca andare alla premiazione!”

 

Descrivici cosa hai provato all’atto della premiazione sul palco della Stazione Leopolda

Ero agitatissima! Sono una persona molto timida ed ansiosa e non sono abituata a parlare in pubblico, quindi la mia prima preoccupazione era quella di non bloccarmi sul palco e fare scena muta. Ma mi sentivo anche molto emozionata ed onorata di essere lì, dopotutto questa non è una cosa che capita tutti i giorni ed essere premiati per qualcosa che si è creato è una grandissima soddisfazione.

Alla fine ho cercato di rilassarmi e godermela il più possibile e devo dire che è stata una bellissima esperienza.

 

Consiglieresti a tutti gli altri soci Fisar di partecipare il prossimo anno?

Assolutamente sì. E’ un’esperienza da fare ed è alla portata di chiunque abbia voglia di mettersi in gioco e dare sfogo alla propria creatività dando allo stesso tempo il proprio contributo all’associazione.

Il Sommelier Magazine Intervista a Alessia Bernardeschi, vincitrice del Concorso “Progetta la Tessera FISAR”

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