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Testi e foto: Laura Brichese

Nel corso dei festeggiamenti della Fiera del Rosario il 6 ottobre scorso, Fisar in Rosa con la Delegazione di San Donà di Piave hanno realizzato un Wine Tasting /Tavola Rotonda.
Sinergica collaborazione fra Marco Muletto, Delegato Fisar di San Donà di Piave, Patrizia Lojola, Consigliera Nazionale Fisar, Luisella Rubin, Coordinatrice Nazionale del progetto
Fisar in Rosa e Nadia Salvador, referente Fisar in Rosa Nordest, nel proporre una selezione di donne imprenditrici vinicole ed i loro prodotti da uve autoctone. Giulia Boso, Sommelier, ha caratterizzato la degustazione guidata con un’originale associazione, comparando i cinque vini proposti ai tratti di relative figure immaginarie dell’universo femminile, riconoscendo l’impronta della personalità delle produttrici. Soave DOC 2018 – La Cappuccina I tratti femminili emergono già nei toni dell’oro dell’etichetta che raffigura la cappella privata del 1725, di Villa Buri-Tessari, simbolo di fondamenta solide e ben ancorate nel terreno, proprio come le radici delle viti quarantennali di Garganega, vitigno autoctono, dal quale si ottiene il Soave DOC, vino che si svela lentamente e misteriosamente. L’immagine femminile evocata è di una donna che cammina all’imbrunire, con gonne a pieghe e dolcevita nere, come i sassi di origine lavica dove sorgono le viti; una figura matura, dinamica e versatile proprio come il vino che rappresenta. Elena Tessari, produttrice, la cui azienda è biologica dal 1985. Angarano Bianco – Breganze Vespaiolo
DOC 2018 – ‘Villa Angarano’ La femminilità è evidente già dalla forma della bottiglia che ricorda la silhouette di una donna longilinea; l’etichetta è elegante nelle tonalità del nero e
del grigio, raffigura delle viti disposte a raggiera. Il vino ottenuto da uve Vespaiola coltivate in terreni sabbiosi, esposti al sole e ben ventilati, è schietto ed elegante, a tratti si dimostra ‘nervosetto’. Una figura di donna d’altri tempi: capelli raccolti morbidamente, vestito a fiorellini e grembiule appoggiato ai fianchi; sta vendemmiando al tramonto e sembra non provare fatica. Giovanna Bianchi Michiel è una delle cinque sorelle che gestiscono l’azienda a Bassano del Grappa.

Il Sommelier Magazine “Le novità arrivano dal passato: gli autoctoni veneto-friulani raccontati al femminile!”

150 Lison Classico DOCG 2017 – Borgo Stajnbech L’etichetta è di colore nero e argento come un abito da sera; per un vino della tradizione e della storia. Il vino, ex Tocai Friulano, è succoso, fresco ed equilibrato con un lungo finale di mandorla amara. L’immaginazione è
di una donna elegante, vestita con un tailleur nero ed una camicetta in seta bianca, con i capelli in piega e profumati, ha le scarpe in mano e cammina tra le vigne allevate a guyot.
Rebecca Valent, giovane produttrice, neolaureata in enologia. Recantina DOC Montello e Colli Asolani 2017 – Az. Agr. Agnoletti Ada. In etichetta si osserva un simpatico rospo con corona che aspetta il bacio della sua amata, per trasformarsi in principe, come nelle favole. Recantina, vitigno autoctono veneto in attesa del bacio che lo trasformi in un vino regale. Il vino è vivace, giovane, asprigno con tannini scalpitanti, forte, capace di sfidare il tempo. L’immagine è di una donna decisa, autonoma, che indossando pantaloni e stivali è impegnata a condurre il trattore per ore. La produttrice Ida Agnoletti, enologa esperta si è dedicata al recupero del vitigno Recantina. Schioppettino di Prepotto DOC FCO 2016 – Vigna Petrussa Ciò che attrae di questa bottiglia è l’etichetta estremamente concreta che riproduce il logo aziendale e il tipo di vino. Lo Schioppettino, detto anche ribolla nera, è un vino concreto, vellutato con tannini non invadenti ed equilibrati. L’immagine che lo rappresenta è di una donna avanti con l’età, a tratti austera, seduta nel patio di casa, guarda il suo vigneto e ripercorre i tanti sacrifici compiuti per ottenere grappoli sani e forti da piante così esigenti, per produrre il ‘vino del cuore’. Hilde Petrussa produce Schioppettino ai confini con la Slovenia.

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