Tempo di lettura 2 min

di Alice Lupi – Fotografie Jimmy Pessina

Bere un buon caffè è tra i gesti più comuni e quotidiani che si compiono. Lo beviamo la mattina appena alzati, dopo un pasto o per prendere una semplice pausa o per intavolare una conversazione. Quante volte scandiamo le fasi della nostra giornata domandando, ad amici e colleghi, “prendiamo un caffè?”.

Il caffè, quale bevanda e luogo di consumo, è da sempre, come la letteratura insegna, l’epicentro, lo spazio princìpe dell’aggregazione e della socializzazione. Non a caso Montesquieu affermava: “Il caffè è l’unico luogo dove il discorso crea la realtà, dove nascono piani giganteschi, sogni utopistici”. Il caffè è interazione, ma il caffè è anche piacere, sensorialità.

La degustazione del caffè, come quella del vino, è molto interessante. Con l’incontro a Vinitaly, lo scorso 9 aprile, tra la Fisar e Manuel Caffè, storica azienda veneta, si è voluto dedicare uno spazio al metodo internazionale di assaggio di questa bevanda chiamato “Cupping” per diffondere la cultura del caffè.

Il Sommelier Magazine Senti che caffè!

Questo approccio di assaggio e valutazione ha dei principi teorici che coinvolgono la sensorialità umana (vista, gusto e tatto) che stabiliscono una visione d’insieme del caffè. “La degustazione del caffè – sostiene Mauro De Giusti proprietario dell’azienda Manuel Caffè- può riservare molte più sorprese di quelle del vino: se nel vino si riconoscono circa 400 tipi di sensazioni, in alcuni caffè esse possono arrivare anche a più di 800”.

Il metodo Cupping aiuta, a chi lo pratica, a definire i sapori piacevoli e le loro qualità, a valutare l’intensità e a registrane i risultati così come ad individuare i potenziali difetti e le possibili contaminazioni che possono essere presenti in una tazzina di caffè.

Il metodo necessita di un’attrezzatura specifica (ad esempio il cucchiaio, campioni di codifica, il timer…) e delle condizioni appropriate per l’ambiente di degustazione (ad esempio colori neutri, luce diurna ad ampio spettro…).

Si possono identificare della caratteristiche sensoriali nel caffè attraverso gli aromi percepiti, che possono derivare da caratteristiche intrinseche della pianta o addirittura derivare dalla tostatura, ma si possono riscontrare anche degli aromi negativi come il fumo, la gomma, la patata o il riso basmati.

Altrettanto affascinante e meritevole di approfondimento è la parte merceologica, la botanica, la raccolta, la torrefazione, la preparazione del caffè ma ancor prima la storia di questa bevanda. Men che meno importanti sono le abitudini e le influenze che esercitò sui letterati, sugli artisti dei secoli passati. Basti pensare a Johann Sebastian Bach che ne fu un grande estimatore, tanto da spingerlo a scrivere “La Cantata del caffè” (Kaffeekantate).

Le degustazioni del caffè, come le degustazioni di vino, sono momenti di approfondimento e di conoscenza. Sono momenti di valutazione della qualità del prodotto che andiamo ad assaggiare. In fondo, il primo messaggio di ogni degustazione rimane il più importante, riservare emozioni.

Entra in contatto!

Entra nella Community de Il Sommelier!

Incontra tanti winelover come te e condividi con noi la tua passione per il mondo del vino

Commenti

Ancora nessun commento