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di Augusto Gentilli

Nomen omen, ovvero “un nome, un destino”. Credo che questa antica locuzione latina ben si presti a introdurre un vino – il Buttafuoco Storico – che trova nel proprio nome, così fortemente evocativo, una sorta di autosufficienza capace di raccontarsi prima ancora di essere raccontato.

Questo grande vino rosso dell’Oltrepò Pavese racchiude in sé potenza e carattere, tradizione e territorio, amore e passione ed è in grado di riassumere secoli di vitivinicoltura oltrepadana in un solo bicchiere. Il suo forte carattere territoriale, dovuto all’utilizzo di sole varietà tradizionali e alla valorizzazione delle caratteristiche delle singole vigne, lo rende capace di raccontare le colline da cui trae origine insieme al carattere, spesso piacevolmente spigoloso, di quegli uomini e quelle donne che nei secoli lo hanno preservato intatto per il nostro piacere e ai quali deve andare tutta la nostra riconoscenza.

Il Buttafuoco Storico: il nome, le uve, il territorio

L’origine del nome

Secondo una ricostruzione non però supportata da prove certe, il nome Buttafuoco è ritenuto da taluni essere stato coniato dal poeta milanese Carlo Porta (1175 – 1821) che parrebbe essere stato un suo convinto estimatore. Molti storici, però, propendono per un’origine meno “colta” e ritengono il nome derivato dalla frase dialettale “buta me’ al fuegh” ovvero “sprizza come il fuoco”. A concludere la “mitologia” gravitante intorno al nome di questo grande prodotto, è storicamente provato che una nave dell’Imperial Marina Austriaca – passata nel 1919 alla flotta del Regno d’Italia – portasse il nome Feuerspeier, ovvero Buttafuoco. Questo insolito nome – e qui la storia sconfina decisamente nel folklore – pare essere derivato dal fatto che un gruppo di marinai austriaci, durante la II Guerra d’Indipendenza, si perse a causa di una colossale bevuta proprio di Buttafuoco.

Il Club del Buttafuoco Storico e il suo Disciplinare di produzione

Per meglio poter comprendere questo importante vino rosso è necessario inquadrarlo all’interno della sua Denominazione ovvero il Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese Doc. Tale vino è prodotto nei comuni di Stradella, Broni, Canneto Pavese, Montescano, Castana, Cigognola, Pietra de’ Giorgi a partire da uve croatina, barbera (dal 25% al 65% ciascuna), uva rara e vespolina (localmente chiamata ughetta di Canneto), congiuntamente o disgiuntamente, fino a un massimo del 45%.

Il 7 febbraio 1996, un piccolo gruppo di produttori decise, dando vita al Club del Buttafuoco Storico, di riproporre questo vino secondo le più rigide tradizioni al fine di non dimenticare e di mantenere un saldo collegamento fra presente e passato, cercando – e trovando – la via per fondere il meglio degli antichi millenari saperi con le moderne conoscenze enologiche. Nacque così il Buttafuoco Storico che, sempre rimanendo all’interno dalle regole previste dal disciplinare della Denominazione di Origine Controllata, è prodotto secondo un più restrittivo disciplinare volontario, ma obbligatorio per i membri del Club, nel massimo rispetto delle uve e dell’espressione del territorio.

Per la produzione del Buttafuoco Storico sono ammesse solo le vigne da sempre considerate più vocate in termini di quota, esposizione e composizione dei suoli; tali vigne devono, pertanto, essere situate all’interno della zona considerata storica, vale a dire quella dei versanti che separano la Valle Versa dalla Valle Scuropasso. Inoltre, fatto questo altrettanto importante, ciascun Buttafuoco Storico deve derivare da una singola vigna – vale a dire che ogni etichetta rappresenta un singolo cru – e in ciascuna vigna le uve necessarie devono essere presenti contemporaneamente e nelle percentuali idonee previste dal disciplinare. Tali uve dovranno essere sempre vendemmiate insieme e vinificate in una singola massa. Un altro aspetto irrinunciabile del disciplinare riguarda l’obbligatorietà della permanenza in legno di rovere per un periodo minimo di 12 mesi; generalmente, però, tale periodo è prolungato fino ai 24 – 36 mesi.

Il Club si è dotato di una “Commissione di Campagna” deputata, tra l’altro, a stabilire la data di inizio della vendemmia nonché a verificare che la produzione di uva in vigna non superi i 65 quintali per ettaro. A partire dal febbraio successivo alla vendemmia, una Commissione di Cantina, costituita da enologi indipendenti e altamente qualificati, degusta alla cieca i vini nuovi, nonché le annate precedenti non ancora commercializzate, al fine di valutarne le caratteristiche. A due anni e sei mesi dalla vendemmia tutti i vini saranno riassaggiati e valutati dalla stessa Commissione sulla base della scheda centesimale dell’Union International des Oenologues: il punteggio minimo richiesto a ciascun vino per potersi fregiare del marchio del Buttafuoco Storico è di 80/100. I vini ritenuti idonei potranno essere messi in commercio a partire dalla mezzanotte della seconda domenica di novembre, dopo tre anni dalla raccolta. L’effettiva messa in vendita è a discrezione delle singole Aziende che tendono a prolungarne

l’affinamento in bottiglia.

Il disciplinare prevede la possibilità di produrre un vino consortile, ottenuto dalle uve di tutte le vigne iscritte all’Albo e denominato “Vignaioli del Buttafuoco Storico”. Tale vino, prodotto per la prima volta con la vendemmia 2011, è realizzato ogni anno, a partire dei vini “atti a divenire” da un diverso enologo che abbia nella propria attività professionale profondamente conosciuto queste colline e i loro vini.

Attualmente, il Club, presieduto da Marco Maggi e diretto da Armando Colombi, raggruppa 15 aziende per un totale di 16 vigne storiche con una superficie totale di circa 20 ettari; con la vendemmia 2019 i soci raggiungeranno una produzione potenziale di circa 70.000 bottiglie che saranno poste in vendita non prima del 2022.

Le annate attualmente in commercio sono vendute tutte al prezzo di 19,50 euro a bottiglia presso l’enoteca del Club.

Il territorio di produzione

Il territorio di produzione del Buttafuoco Storico copre, come scritto sopra, le aree più vocate dei versanti che separano le valli Versa e Scuropasso. I suoli che li costituiscono sono di origine cenozoica e, in particolare, il piano più significativo ha avuto origine nel Messiniano (7,2 – 5,3 milioni di anni or sono). Nel corso di un’ipotetica passeggiata da sud verso nord tra le vigne (partendo cioè dai comuni di Castana e Montescano, superando Canneto Pavese e spostandoci poi verso Stradella) ci troveremmo inizialmente a camminare su argille stratificate che danno vita a vini di maggior corpo per giungere poi alla porzione centrale dove i suoli derivano da arenarie compatte, talvolta quasi affioranti, dalle quali prendono origine vini maggiormente tannici; l’ultimo tratto della nostra passeggiata tra le viti ci condurrà su suoli ghiaiosi e sabbiosi che danno vita a vini di maggior freschezza.

La temperatura media annua presenta valori di circa 12°C e la temperatura media del mese più freddo (gennaio) è di circa 1°C. Le precipitazioni annue si attestano intorno gli 850mm all’anno con un massimo ed un minimo rispettivamente nei mesi di novembre e di luglio.

Breve intervista a Marco Maggi, Presidente del Club del Buttafuoco Storico

Marco, come è accolto il Buttafuoco Storico sui mercati nazionali ed esteri? Quali sono gli aspetti più apprezzati dai consumatori?

Innanzitutto partiamo con il dire che in questi ultimi anni abbiamo alzato il livello qualitativo facendo passi da gigante: i vini sono molto più fini, più piacevoli e con un indirizzo più internazionale e per questo, sia in Italia che nelle fiere fatte all’estero, il Buttafuoco Storico viene apprezzato – ed in tanti casi esaltato e decantato – dai degustatori; è un vino che piace perché è schietto e diretto grazie al suo grande corpo e alla struttura da grandissimo vino ma è nel contempo capace di mantenere una notevole piacevolezza in bocca. Piace anche perché siamo riusciti, in vinificazione, a smussare i tannini amari e spigolosi della croatina, dandogli complessità e una grande rotondità e incontrando così il gusto della maggior parte dei consumatori di oggi.

In questi 23 anni di vita, il Consorzio Club del Buttafuoco Storico è cresciuto in reputazione, soci e produzione: quali gli obiettivi per il prossimo futuro e quali strade pensate di percorrere per perseguirli?

È stato un lavoro duro e non nego credo sarà altrettanto in salita nei prossimi anni dato che tutta l’enologia italiana sta producendo dei grandissimi prodotti. La reputazione è sicuramente aumentata per essere riusciti a comunicare un vino ottimo, legandolo alle sue origini e vendendo il nostro territorio del Buttafuoco, ovvero il famoso sperone di Stradella; di conseguenza, le aziende vicine si sono accorte del grande progetto territoriale che stiamo portando avanti e hanno deciso di unirsi a noi con entusiasmo in questo bel consorzio del Buttafuoco permettendoci di aumentare la produzione in risposta all’aumentata richiesta del nostro vino.

Tornando alla domanda principale, abbiamo già molta carne al fuoco: eventi in Italia ai quali  parteciperanno come attori principali anche i ristoranti con i nostri vini, fiere importanti a livello nazionale ed internazionale per far conoscere e raccontare il nostro vino; abbiamo avuto da poco un aggancio importante in America dove porterà una buona quantità di Buttafuoco Storico. Vogliamo anche perseguire l’obiettivo di avere il nostro vino presente in molte più carte dei vini dei ristoranti italiani ed esteri aumentando la richiesta del nostro prodotto, in particolare in quei mercati attenti a percepire le new entry dei prodotti top dell’enologia italiana.

La collaborazione con i più noti e validi enologi del territorio ha portato alla nascita, nel 2011, de “I Vignaioli del Buttafuoco Storico”, ovvero di un Buttafuoco Storico consortile ottenuto a partire dal lavoro di tutti i vostri soci: puoi raccontarci, in breve, storia, metodi e obiettivi di questo progetto?

Questo progetto nasce nell’anno di Expo Milano 2015 con la vendemmia 2011: da parecchio tempo avevamo l’esigenza di disporre di un vino “didattico”, ossia di un vino da portare in giro per il mondo come strumento di comunicazione del nostro territorio; per questo motivo – grazie alla collaborazione con Mario Maffi, storico enologo delle nostre colline – abbiamo realizzato e presentato al Padiglione Lombardia di Expo “I Vignaioli del Buttafuoco Storico 2011”. Questo vino nasce dall’assemblaggio dei vini nati dalle singole vigne storiche: ogni vignaiolo iscritto al nostro Consorzio vinifica il vino della propria Vigna secondo tradizione aziendale e, terminato l’affinamento in legno, l’enologo incaricato assaggia tutti gli atti a divenire Buttafuoco Storico e li assembla per creare un vino che sia rappresentativo dell’intero territorio. Il 2011, firmato per l’appunto da Mario Maffi, 2012 firmato Aldo Venco, 2013 firmato Claudio Colombi, 2014 firmato Carlo Saviotti, 2015 firmato Emilio De Filippi; tutti questi vini hanno l’obiettivo di far conoscere il Buttafuoco nelle degustazioni tecniche in Italia e all’estero ma non solo: questo vino sarà a breve disponibile in tutti i ristoranti più importanti e nelle enoteche più belle del nord Italia che vogliano offrire ai loro clienti una rara e grande eccellenza.

La degustazione: il Buttafuoco Storico si racconta

Lo scorso 5 giugno 2019 ho avuto il piacere di visitare nuovamente la sede del Club del Buttafuoco Storico, in frazione Vigalone di Canneto Pavese, e di degustare, in compagnia del direttore Armando Colombi, alcune etichette scelte fra quelle di prossima commercializzazione e quelle già in vendita. Le righe che seguono sono il breve racconto di quegli assaggi.

Az. Agr. Fiamberti Giulio – Sacca del Prete – 2015

Questo vino è prodotto dall’omonima vigna allevata nella zona delle ghiaie a una quota di 180- 280m s.l.m. e costituita da croatina (50%), barbera (35%), uva rara (10%), vespolina (5%).

In bottiglia da soli due mesi e previsto in vendita a partire dal prossimo mese di ottobre, il Sacca del Prete 2015 si presenta nel calice di un impenetrabile color rubino nel quale si scorgono ancora gli ultimi riflessi porpora.

Al naso, apre fine e intensamente fruttato con eleganti note di ciliegia molto matura e mirtillo nero affiancate da sentori di cipria e dalle sensazioni speziate del pepe nero, del tamarindo e di un’ancora evidente vaniglia; profumi floreali ben riconducibili al glicine ne completano l’ampio quadro olfattivo.

Al palato, è succoso, strutturato e molto morbido; i tannini, di ottima fattura ma ancora marcatamente adolescenti, e la freschezza fungono da asse di simmetria al vino fornendogli il necessario equilibrio e una beva di grande carattere; lunga la persistenza.

Az. Agr. Colombi – Vigna Casa Barnaba – 2015

Prodotto a partire da uve croatina (50%), barbera (35%) e uva rara (15%) ottenute dalla Vigna Casa Barnaba allevata nella zona delle argille a una quota di circa 250m s.l.m., questo Buttafuoco Storico, che sarà posto in vendita dal mese di settembre 2019, si presenta nel calice di un impenetrabile color rubino con riflessi porpora. Il suo bouquet si offre intenso, fine e connotato da profumi “dolci”, quali talco e cipria, che sembrano ammantare le note fruttate della ciliegia ben matura; sentori speziati di cannella e vaniglia e sensazioni floreali di iris ne aumentano la complessità e l’armonia olfattiva.

Il sorso appare molto morbido e di gran corpo e, nel contempo, di soddisfacente equilibrio grazie alla ben presente freschezza e ai tannini fitti e dolci, pur se ancora giovanili; lunga la persistenza.

Az. Agr. Piovani Massimo – Vigna Bricco in Versira – 2015

La vigna “Bricco in Versira” è sita nella zona delle arenarie a una quota di 240-260m s.l.m. ed è costituita da croatina (50%), barbera (35%), uva rara (10%) e vespolina (5%).

Nel calice, questo Buttafuoco Storico si offre ancora una volta di un impenetrabile color rubino con riflessi porpora che ci introduce a un naso in cui le note di apertura di ciliegia matura e mirtillo nero vengono rapidamente seguite dalle sensazioni speziate della noce moscata, del pepe nero e del tamarindo; un leggero sentore di sottobosco e richiami di corteccia di China ne completano l’interessante arcobaleno di profumi.

Al palato, si presenta strutturato e molto morbido; nerbo e carattere gli sono offerti dalla ben presente freschezza e dai tannini gradevolmente nervosi; lunga la persistenza.

Az. Agr. Carla Colombo – Vigna di Frach -2013

Vigna Frach è allevata nella zona delle argille a 280m di altitudine ed è costituita da croatina (50%), barbera (25%), vespolina (15%) e uva rara (10%).

Questo 2013, che si presenta alla vista di un intenso color granato nel quale è ancor possibile scorgere gli ultimi riflessi rubino, sfoggia un bouquet intenso e fine nel quale spiccano le note di confettura di frutti rossi e cassis inframmezzate dalle sensazioni del potpourri di fiori rossi nonché da quelle speziate del pepe nero, della cannella, della noce moscata e del tamarindo; lievi sentori di fieno e di sottobosco ne completano il complesso quadro olfattivo.

Al palato, apre ampio, succoso, molto morbido e di gran corpo; la fitta e vivida tessitura tannica e la ben presente freschezza gli conferiscono equilibrio e una beva piacevole ma certo non banale; assai lunga la persistenza.

I Vignaioli del Buttafuoco Storico – 2013

Realizzato dall’enologo Claudio Colombi a partire dai Buttafuoco Storico “atti a divenire” di tutti i soci, “I Vignaioli del Buttafuoco Storico” 2013, ovvero il Buttafuoco Storico Consortile, si presenta nel calice di un intenso color rubino arricchito dai primi riflessi granato. Al naso, questo vino apre con intense note di confettura di frutti rossi alle quali si affiancano inconsuete sensazioni di bergamotto oltre a sentori di cipria, talco, potpourri di fiori rossi e un delicato sentore di sottobosco.

All’assaggio, apre molto morbido e di ottimo corpo; la piacevole struttura tannica e la ben vestita freschezza gli conferiscono equilibrio e una beva armonica e di ottima soddisfazione; lunga la persistenza.

Az. Agr. Poggio Rebasti – Vigna Pitturina – 2013

Vigna Pitturina, dalla quale trae origine questo vino, è sita nella zona delle arenarie a una quota di  220m s.l.m. e risulta costituita da croatina (50%), barbera (30%), uva rara e vespolina, entrambe presenti per circa il 10%.

Questo Buttafuoco Storico è connotato da un naso intenso, fine e scuro nel quale si percepiscono, inizialmente, le notte di confettura di more e di ciliegie alle quali seguono, dopo una brevissima attesa, i sentori speziati della noce moscata e del pepe nero; l’insieme trova ulteriore complessità grazie alla comparsa delle sensazioni di fieno e fiori rossi essiccati.

Il sorso – ampio, avvolgente e succoso – si presenta strutturato, molto morbido e ottimamente sorretto da tannini fitti e setosi oltre che da una gradevole freschezza; lunga la persistenza.

Az. Agr. Biologica Quaquarini Francesco – Vigna Pregana – 2013

Questa vigna è situata nella zona delle argille a un’altitudine di 260 metri ed è costituita da croatina (55%), barbera (30%) e vespolina (15%). Questo 2013 si presenta ancora di un intenso color rubino nel quale si notano solo le prime screziature granato.

Il naso, fine e dolce, si presenta per mezzo di succose sensazioni di confettura di frutti rossi e neri e di cassis; a seguito di una contenuta rotazione del calice, emergono, in armonia con quanto già presente, le note speziate del pepe nero e della noce moscata oltre ai sentori di potpourri di fiori rossi.

All’assaggio, si offre intenso e polposo; la notevole morbidezza e l’importante corpo trovano sostegno e carattere nei tannini di ottima fattura e ancora piacevolmente giovanili oltre che nell’adeguata freschezza; vino dall’equilibrio forse non ancora completamente compiuto ma di gran carattere e ottima persistenza che lascia presagire un’evoluzione in bottiglia di notevole interesse.

Giorgi F.lli – Casa del Corno – 2011

Questo vino è prodotto a partire da uve croatina (45%), barbera (45%), vespolina (5%) e uva rara (5%) ottenute dalla Vigna del Corno sita nella zona delle ghiaie a una quota di 200m s.l.m..

Di color rubino intenso, si presenta al naso per mezzo di intense e fini note di confettura di marasca  e ribes rosso perfettamente integrate con le note speziate della cannella e con quelle dei fiori rossi essiccati; lievi sensazioni di cipria ne arricchiscono e completano il mosaico olfattivo.

Il sorso, ampio e succoso, sfoggia un rotondo ingresso in bocca in virtù dell’ottimo corpo e dell’altrettanto spiccata morbidezza; i tannini dolci e ben evoluti, affiancati dalla freschezza perfettamente integrata nell’insieme, gli conferiscono personalità ed equilibrio oltre a una beva piacevole, lunga e ricca di personalità.

 

Consorzio Club del Buttafuoco Storico

Piazzetta del Buttafuoco Storico (ex Frazione Vigalone) 106
27044, Canneto Pavese (PV)
[email protected]
www.buttafuocostorico.com

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