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di Lara Loreti

Il Sommelier Magazine Il Presidente Terzago Ambasciatore del Tartufo Bianco di San Miniato

Dalla sommità della Torre Federiciana si può ammirare un panorama che spazia dal Valdarno inferiore alle colline volterrane, dagli Appennini fino al mare. San Miniato punta in alto, nella storia, nell’arte e anche nell’offerta enogastronomica: il suo tartufo bianco conquista i palati d’Italia e non solo, e il suo vino raggiunge un pubblico di consumatori sempre più vasto. Un’eccellenza nel cuore della Toscana. E’ proprio da qui che arriva un riconoscimento importante per la Fisar: il Presidente nazionale Luigi Terzago è stato insignito del titolo di Ambasciatore del tartufo bianco di San Miniato. Una cerimonia che ha visto Terzago protagonista della 49esima edizione della Mostra mercato nazionale (10-24 novembre 2019): consegnare il premio Simone Giglioli, il Sindaco del bellissimo borgo tra Pisa e Firenze. La motivazione inorgoglisce tutta la Federazione, premiata attraverso il suo numero uno per la capacità di raccontare il vino. Sono stato lusingato dal ricevere questa chiamata e in realtà non me l’aspettavo – dice il Presidente Terzago, alle spalle 19 anni in Fisar di cui 13 nel consiglio nazionale – E’ un onore per me e per tutta la famiglia della Fisar: questo titolo va a rimarcare il fatto che ci stiamo muovendo nella direzione giusta. Gli organizzatori della Mostra, evidentemente, hanno riconosciuto in me una persona che porta avanti la Fisar in un certo modo, con impegno e passione: questo mi fa davvero molto piacere”.

E visto che, come si dice, da cosa nasce cosa, le sorprese non finiscono qua: “Vorrei portare il tartufo bianco di San Miniato, in quanto eccellenza italiana, alla prossima edizione del festival “Vino è” a Bologna, il 16-17 maggio 2020. Il mio obiettivo – rivela Terzago – è realizzare una sinergia con San Miniato”. Un matrimonio che si presenta ricco di spunti, soprattutto se si immagina una bella tavola imbandita con piatti a base del prelibato fungo ipogeo.

E infatti, parlando di tartufo bianco con la massima figura di Sommelier della Fisar, la domanda sorge spontanea: qual è l’abbinamento migliore? “Sfatiamo subito un falso mito, cioè che il tartufo si abbinerebbe bene con un rosso piemontese o di un’altra regione – chiarisce Terzago –. In realtà l’ideale per accompagnare questa specialità è un bianco strutturato e aromatico, che prenda per mano il tartufo senza sovrastarlo, creando quindi un bilanciamento corretto. Quando insegno ai sommelier nei nostri corsi, molto spesso porto questo esempio: se mangiate un tagliolino col tartufo dimenticate il Barbaresco o il Barolo perché così facendo rovinate sia il piatto sia il calice! Diverso è il discorso se in tavola c’è una tagliata di manzo, in quel caso un bel rosso sta bene”. Morale della favola: “La tradizione a volte ci fa chiudere un occhio negli abbinamenti, ma attenzione a non farsi portare fuori strada”, chiosa Terzago. Quindi via libera a un bel risotto al tartufo bianco di San Miniato, magari abbinato a una Malvasia toscana.

Il Presidente Fisar, come ospite speciale della Mostra, non solo ha presenziato all’inaugurazione della fiera e ha partecipato alla giuria di una gara di show cooking organizzata nella piazza Duomo della cittadina pisana, ma ha anche tenuto un convegno sulla figura del Sommelier “green” firmato Fisar, mettendo in evidenza l’impegno a favore della sostenibilità. “Ho chiesto a Fisar servizi – spiega Terzago – di ordinare del materiale ecosostenibile da utilizzare nelle nostre iniziative: è un obiettivo che vogliamo darci per fare la nostra parte nel rispetto dell’ambiente”.

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