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I sommelier di Fisar Lodi hanno incontrato gli studenti del settore enogastronomico della E. Merli di Lodi

Notizia inviata dalla Delegazione Fisar di Lodi

I sommelier della Fisar Lodi hanno attivato una bella iniziativa con gli studenti di Iis Codogno, sede E. Merli Villa Igea di Lodi,  settore enogastronomico e ospitalità alberghiera. L’obiettivo era di  focalizzare l’attenzione  sulle fasi della produzione del vino, sugli abbinamenti e sulla degustazione. Nel corso di alcuni incontri i sommelier hanno presentato alle classi 5E e 5 B, con la partecipazione della 2B nelle preparazioni e servizio, il vino del territorio, quello di San Colombano, analizzando il terroir, focalizzando le condizioni pedoclimatiche, le tipologie dei vitigni presenti, la doc, e approfondendo le caratteristiche delle colline.

Il Sommelier Magazine I sommelier di Fisar Lodi hanno incontrato gli studenti del settore enogastronomico della E. Merli di Lodi A sancire l’importanza dell’evento ha partecipato anche il presidente del Consorzio Banino Diego Bassi, che ha donato agli studenti una copia del recente volume del Consorzio. I vini prodotti dalle varie aziende collinari sono state abbinate ad alcuni piatti prodotti dagli studenti di E. Merli Villa Igea, dando luogo ad alcuni momenti  molto significativi che hanno soddisfatto completamente gli studenti. Nel primo incontro i ragazzi hanno approcciato le bollicine  che sono state abbinate a  formaggi e a focacce. Alcuni alunni hanno poi sperimentato l’arte antica del sabrage, la strappatura delle bottiglie con la sciabola, come facevano gli ufficiali Francesi di Napoleone Bonaparte.

Nella seconda giornata  sono stati sperimentati gli abbinamenti tra i vini bianchi e il risotto al pannerone, nella terza tra i vini rossi e il brasato, e nell’ultima tra i vini passiti di verdea con una torta dolce e con un gorgonzola piccante. Al termine agli studenti sono statiIl Sommelier Magazine I sommelier di Fisar Lodi hanno incontrato gli studenti del settore enogastronomico della E. Merli di Lodi consegnati gli attestati di partecipazione ed alcuni omaggi della Delegazione Fisar Lodi e del Consorzio vini di San Colombano. Un ringraziamento va espresso al docente Raffaele Consiglio, fisariano, ideatore dell’iniziativa,  al  vicepreside prof. Pizzamiglio, alla dirigente Antonia Rizzi, e ai sommelier lodigiani  Daniele Acconci, Roberto Crispini ed Ermanno Cambie’ che hanno animato gli incontri.

 

CANTINA FAMIGLIA OLIVINI DI DESENZANO DEL GARDA PRESENTA “EXPLORER” PER FESTEGGIARE I SUOI 50 ANNI

Un nuovo vino per una cantina giovane che guarda attentamente il futuro. E’ stato presentato  lunedì 7 giugno, EXPLORER, un Benaco Bresciano IGT bianco,  l’ultimo nato di Famiglia Olivini, un vino che rispecchia le caratteristiche dei vitigni impiegati, Turbiana ed Incrocio Manzoni 6.0.13. Siamo in pieno territorio del Lugana, a Desenzano del Garda, in cui i benefici effetti del Lago di Garda si sentono, eccome, sulle coltivazioni e sulle produzioni vinicole. Le viti del Turbiana utilizzato  per la realizzazione di Explorer vengono coltivate nella zona più argillosa e tipica della Lugana, mentre l’Incrocio Manzoni viene coltivato in una piccola porzione di terreno che è situata su un terrazzamento. I due vini vengono poi affinati in maniera diversa, il Manzoni subisce un breve passaggio in legno che fa evolvere ed ossigenare il vino, mentre il Turbiana subisce una veloce criomacerazione ed un affinamento in acciaio. Il vino si esprime con un naso ricco, quasi aromatico, dal profilo balsamico, fresco, con note di salvia, albicocca e pietra focaia. Al palato è secco, sapido, ottima acidità, incredibile spessore, e lunga persistenza. Explorer – nato per festeggiare i 50 anni della cantina- è stato sottoposto ad una enorme platea di sommelier, ristoratori, giornalisti, che hanno affollato in vari momenti della giornata i locali recentemente rinnovati. E per apprezzare adeguatamente la forza sapida del vino lo chef  Riccardo Cominardi ha presentato alcuni piatti che ne hanno esaltato la tipicità, e la fragranza. Explorer è stato proposto in abbinamento con la  grassezza di un trancio di tonno molto saporito, arricchito da creme di miele e salsa,  e con la fragranza di un gambero rosso dal gusto forte e intenso. Ma è possibile abbinarlo anche ad altri piatti della cucina bresciana, di lago e di terra, eccellente con i formaggi grassi della montagna, perché quella specificità al gusto è in grado di sposarsi con qualsiasi eccellenza culinaria.

 

Explorer è il punto d’arrivo dei primi 50 anni della cantina, sorta nel 1970, e da allora in rapida ascesa. E’ gestita da tre fratelli, Giorgio, Giordana e Giovanni con i genitori Graziella e Giulio, che hanno portato avanti una tradizione appresa dai nonni, e che è stata evoluta nella continua ricerca della qualità con l’ausilio dell’enologo Antonio Crescini. Il percorso che è stato fatto di valorizzazione del territorio dalle enormi potenzialità e dalla realizzazione di una cantina giovane, nuova, minimalista, è scaturita nella filosofia di “agricoltura ragionata”, un marchio registrato allo scopo di comunicare ilo rispetto verso la loro terra. Agricoltura ragionata significa la volontà dell’azienda di intervenire il meno possibile con pratiche invasive: sia in campagna che in cantina viene prima la terra. Viene fatto un uso mirato di fitosanitari, viene limitato l’uso di chimici o conservanti quando non necessari, vengono ricreate le condizioni perfette per la preservazione del vino e delle sue qualità organolettiche. Uno degli esempi più eclatanti è rappresentato dalla prescrizione del silenzio e dall’uso dalla musica classica, che  nella bottaia culla con grande dolcezza il vino che è posto all’affinamento. E così nell’oscurità e nella climatizzazione costante, i grandi vini e le bottiglie di pregio si arricchiscono di tranquillità e di note dolci e raffinate che contribuiscono ad arricchire la qualità del prodotto finale. Si è accennato alla cantina, e merita un accenno la struttura elaborata da Massimo Carolei, che ha sostituito la vecchia cascina ed alcuni edifici non più utilizzabili. La nuova cantina ha una facciata caratterizzata da un tetto a doppia falda, come quello di una cascina tradizionale, per poi far posto sul retro ad una copertura piatta a terrazza sotto cui l’edificio accoglie il cuore della zona produttiva. La terrazza al piano primo e il portico al piano terreno riprendono i vuoti e i pieni della tradizione e consentono di godere di una vista spettacolare sui vigneti di proprietà. I colori sono quelli tradizionali della terra, il verde del fogliame e il marrone scuro dell’argilla, e molti materiali utilizzati sono il ferro e il legno, che derivano da quelli presenti in vigna.

Famiglia Olivini, www.famigliaolivini.com, ha una importante proposta di vini, che si basa soprattutto sul Lugana (fermo e metodo classico), sul Chiaretto Riviera del Garda Classico, sul Benco IGT bresciano e Notte di San Martino, IGT Merlot, una delle proposte top della cantina. Eccellente il  Rosè brut, un metodo classico speciale, realizzato con Groppello, Barbera, Sangiovese e Marzemino, ma non bisogna dimenticare la Grappa di Lugana, (normale e invecchiata oltre 18 mesi) e la Grappa di Merlot. Per finire l’olio extra vergine di oliva con i frutti provenienti dai tanti ulivi del territorio.

Le Anteprime di Toscana 2021

Ci eravamo lasciati lo scorso anno a febbraio con il proposito di ritrovarci  con tutti i colleghi ed amici nel 2021; poi all’improvviso è arrivato il Corona virus  che ha segnato in maniera devastante le nostre abitudini e le nostre certezze. Oggi a distanza di 15 mesi ci siamo ritrovati,” si”, ma distanziati, vaccinati, tamponati, decisamente in numero ridotto, a causa della parziale chiusura dei voli.

Quello che ora importa è che lo sforzo fatto dagli organizzatori per rispettare tutti i DPCM ed i protocolli, ci ha dato la giusta carica per la ripartenza di tutto il comparto enologico ed enogastronomico, che sono motori essenziali per l’economia dei territori, dei loro vini e di tutte le attività che vi ruotano intorno.

L’annata 2020. In questa annata nonostante tutto, la natura ha fatto il suo ciclo in modo quasi perfetto con precipitazioni mirate, temperature nella norma per tutto il periodo vegetativo, escursioni termiche interessanti, vendemmia leggermente anticipata per evitare attacchi di  natura botritica.

In funzione di ciò per quanto riguarda i vini Brunello di Montalcino e Vino Nobile di Montepulciano le commissioni  preposte alla classificazione dell’annata, hanno decretato il massimo del rating che risulta essere di 5 stelle.

Questi  vini sono intensi nella cromaticità con elevata estrazione, il profilo aromatico mostra un frutto in polpa vibrante, correlato al floreale, buon corpo ed alcolicità sostenute da tannini importanti. Sicuramente i vini, figli di questa annata, si  caratterizzeranno per equilibrio ed eleganza.

La  stessa situazione climatica  si è riscontrata anche nel territorio della Vernaccia di San Gimignano  che  ha determinato condizioni favorevoli per la produzione di vini con una carica aromatica molto interessante, agrumato, vegetale fresco, note minerali classiche che richiamano allo iodio ed al  salino. Vini caldi, di buon corpo, freschi, sapidi, godibili.

 

Il Sommelier Magazine Le Anteprime di Toscana 2021

Montalcino

Ne abbiamo già parlato in precedenza ma non possiamo non riportare altri assaggi di due annate, la 2016  e la riserva 2015 definite tra le migliori di sempre.

Annata 2016

Mocali-Grande ampiezza aromatica  con spezie e bacche, legno e nota di tabacco, cioccolato. Robusto e caldo, marca il tannino vellutato, lunghezza di beva.

Altesino- Sottobosco in alternanza tra nero e rosso, polpa rossa matura, frutta secca in guscio, spezia dosata. Bocca in pienezza, caldo, robusto, sapido elegantemente tannico.

Le Potazzine- Molto inteso, frutto rosso in polpa, balsamicità, sottobosco nero, note mentolate e minerali. Di gran corpo ed eleganza, presenta un tannino netto e pulito, buona freschezza e sapidità.

Casisano- Complesso ed intenso marca la concentrazione dei frutti rossi, balsamico, vegetale secco,  speziato. Bocca decisa, caldo e rotondo. Piacevole e lungo nella beva.

Tenute Silvio Nardi- Fine e complesso, esprime il frutto  rosso in polpa di grande piacevolezza, note vegetali di tabacco e mentolate. Caldo, di corpo, giustamente tannico, pulito, sapido.

Camigliano- Frutta rossa e muschio, spezia dolce e legno tostato, caffè e note candite di buccia. Caldo, persistente e giustamente tannico.

Terre Nere- Piacevolmente complesso ed intenso nel frutto maturo e piccolo, ampia la spezia che chiude con note vegetali. Bocca dritta ,marcata nel tannino pulito, caldo, lungo di beva.

Tiezzi Enzo e Monica- Poggio Cerrino- Complesso e fine, mostra la potenza del frutto piccolo legato a spezia e bacche nere, piacevole lo sviluppo olfattivo che arriva al candito e tabacco. Robusto, caldo con piacevole tannino, concentrato, sapido.

2015 Riserva

Barbi- Pulito e lungo richiama il frutto  rosso in confettura, spezia elegante e dolce legata a note  balsamiche, frutta secca ,tabacco. Rotondo e caldo esprime una interessante trama tannica piacevole.

San Polino- Complesso, frutta rossa piccola in maturazione,  mentolato, speziato e vegetale secco. Grande struttura e pienezza di bocca, trama tannica netta e pulita. lungo e di beva.

San Lorenzo-Bramante- Complesso e fine, frutta in confettura anche piccola, trama speziata, leggero candito, tabacco. Caldo, piacevolmente tannico richiama l’olfattiva, beva fresca.

Solaria di Cencioni Patrizia- 123– Naso elegante ,molto fine, ampio ventaglio aromatico dal frutto alla spezia, note di liquerizia. Caldo, rotondo esprime piacevolezza di beva, lungo.

Banfi-Poggio alle Mura- Elegante nei sentori di frutta e spezia pungente, note di macchia e mentolato, legno ben dosato. Caldo, robusto, in equilibrio, tannino setoso, beva lunga.

Donatella Cinelli Colombini- Complesso e fine, marca il frutto in progressione, speziatura di pepe e bacca nera, finale balsamico e vegetale secco. Caldo, rotondo, tannino elevato e beva piacevole.

 

 

Il Sommelier Magazine Le Anteprime di Toscana 2021 Montepulciano

Annata 2018 

I vini di quest’annata si presentano sicuramente interessanti nei profili  degustativi, buona estrazione cromatica, carica olfattiva  articolata, la  gustativa molto marcata nell’alcol, nella trama tannica in evoluzione, buona freschezza e beva interessante.

 

I nostri migliori assaggi:

La Braccesca- Concentrato nel frutto in polpa ,leggero sottobosco, tostatura dolce. Caldo, giustamente tannico, pulito, sapido.

Tenuta Abbadia Vecchia- Croccante nella ciliegia, lampone e ribes, spezia dolce richiamo minerale. Robusto, caldo, vena tannica marcata, fresco di beva.

Tenuta Valdipiatta- Complesso, ampio, frutta in polpa, speziatura importante sulle note dure,  cacao. Caldo, rotondo, tannino piacevole, sapido.

Fattoria Svetoni- Elegante e netto, esprime la frutta rossa e sottobosco in maturazione, nota mentolata, legno interessante. Caldo ,di corpo, trama tannica battente, fresco di beva.

Cantina Del Giusto ”San Claudio II”- Intenso e fine, frutto croccante, tabacco e vegetale secco, minerale. Caldo, robusto, tannino battente in maturazione, fresco.

Gattavecchi-  Ampio, con frutta matura e sottobosco, note di tabacco e cacao, cannella  e chiodi di garofono. Caldo, nota tannica presente, beva fresca.

De’ Ricci- Frutto croccante, leggera viola, speziato di pepe e leggera balsamicità, legno pulito. Caldo, robusto, tannino battente, lungo.

Vecchia Cantina di Montepulciano- Complesso e fine, speziato e concentrato nel frutto e sottobosco maturo. Caldo piacevolmente tannico, fresco, sapido.

Le Berne- Grande espressione aromatica su frutto rosso maturo e sottobosco scuro, pepe e tabacco con legno dosato e nota minerale. Robusto e caldo, tannico, fresco, beva piacevole.

Poliziano-Molto fine, complesso,  fruttato maturo, spezia ampia, balsamico, minerale. Caldo, rotondo, godibile, tannino setoso, lungo.

Salcheto- Ampio e netto nel frutto rosso maturo, sottobosco nero, speziatura elegante, legno dosato. Caldo, di corpo, giustamente tannico, fresco.

Lombardo- Fragrante con richiami netti al sottobosco e vegetale secco, speziato e pungente nella nota di sottospirito, leggero boisè, minerale. Caldo, di corpo, piacevolmente  tannico, beva fresca.

2018 Selezione

Bindella “I Quadri”- Complesso e fine, frutto molto curato in evoluzione, pepe e cannella, tabacco in foglia. Caldo, di corpo, tannino vellutato, sapido, fresco di beva.

Poggio alla Sala “Parceto”- Ampio ,intenso, delicato nel frutto maturo e sottobosco, speziato, note di minerale  ferroso. Caldo, piacevolmente tannico e fresco, concordanza olfattiva, sapido.

Lunadoro ”Pagliareto”- Intenso e fine, frutti rossi concentrati, speziatura ampia, leggera nota boisè, vegetale secco. Caldo, robusto, pienezza di beva, sapido.

Riserva  2017

Fanetti-  Fruttato maturo, speziatura pungente, note balsamiche e di tabacco, liquerizia, legno ben presente. Robusto, caldo, tannino ancora  non pronto ma pulito, lungo.

Carpineto-  Fine, persistente, grande concentrazione del frutto rosso e piccolo, note speziate eleganti, balsamico e vegetale di tabacco, nota minerale di pietra focaia. Caldo, pienezza di bocca, tannino setoso, sapido, lungo.

Tenuta Trerose” Simposio”- Ampio, complesso, susina e marasca mature, ribes e mirtillo, speziato, note resinose. Beva elegante, rotondo, fresco, piacevolmente tannico, lungo.

Fassati “Salarco”- Frutto maturo in confettura, sottobosco, speziato, balsamico su note dolciastre, minerale, vegetale secco. Caldo, robusto, piacevolmente tannico, sapido, lungo.

Altri:

Montemercurio “Messaggaro” 2017- Frutta rossa  in confettura e sottobosco di mora, ampia speziatura, tabacco e rosa appassita. Molto caldo, di corpo, piacevolmente tannico, lungo.

Az. Ag. Tiberini “Podere Le Caggiole”. Frutto rosso e piccolo marcato, cannella e pepe, legno pulito e ben dosato, richiami balsamici e minerali di fumè, persistente. Caldo, rotondo, trama tannica vellutata e battente, sapido, fresco di beva.

Dei -Selezione ”Madonna della Querce” 2017– Grande complessità olfattiva, frutto in polpa  maturo e sottobosco, richiamo al sottospirito, speziato e balsamico. Caldo e rotondo esprime una trama tannica piacevolissima, fresco, lungo, sapido.

Contucci Selezione “Mulinvecchio “2016- Complesso, intenso, fine; marca la nota di sottobosco e  balsamica, speziatura ampia, pulita in evoluzione, minerale. Caldo, rotondo, setoso e succoso, sapido, di grande piacevolezza.

La Ciarliana Selezione” Vigna Scianello” 2016– Grande concentrazione del frutto rosso in polpa e sottobosco, note di vaniglia e cannella, balsamico, note candite. Robusto, avvolgente, piacevolmente tannico con ritorni olfattivi marcati, sapido, elegante.

 

Il Sommelier Magazine Le Anteprime di Toscana 2021 San Gimignano

Annata 2020

Annata figlia di un andamento climatico favorevole, mette in evidenza la fragranza olfattiva che in alcuni casi  risulta essere non particolarmente intensa, l’equilibrio e la pronta beva caratterizza l’aspetto gustativo. E’ stato interessante degustare e comparare vini provenienti da quadranti diversi e soprattutto capire le filosofie aziendali che si ritrasmettono nei vini che abbiamo degustato.

I nostri migliori assaggi:

Fornacelle- Frutta bianca in maturazione, minerale ,fiore di acacia, nota cedrina. Caldo, freschezza piacevole, ritorni sapidi molto intensi.

Colombaio di santa Chiara ”Selvabianca”- Complesso e ampio, vegetale fresco, polpa bianca  ben presente, note iodate, floreale. Caldo di grande freschezza e beva accattivante.

La Lastra- Complesso, intenso, gioco di frutta e floreale di ginestra, minerale. Rotondo, richiama l’olfattiva, sapido.

Guicciardini Strozzi ”Villa Cusona”- Fine, intenso, floreale bianco, vegetale. Di corpo e fresco gioca sull’alternanza di bocca acido/alcol, lungo, sapido.

Fattoria di Fugnano- Fiore bianco, speziato fresco, leggera nota vegetale, cedrino. Caldo, fresco, note iodate, lungo.

Panizzi- Fresco di limone e fiore bianco, mentolato, nota tropicale in maturazione, Caldo, fresco, lungo di beva, grande personalità.

Mormoraia- Lineare ma complessa nella fragranza, richiami allo zenzero e foglia cedrina. Buona beva, marcata nella freschezza, sapido.

San Benedetto-  Ampio con nota mentolata, frutto in polpa bianca in maturazione, minerale gessoso. Corpo, acidità, sapidità, piacevolezza di beva.

Tenuta Le Calcinaie- Complesso ,ampio, in progressione olfattiva frutta, fiore, mineralità- Caldo, sorso pieno e appagante, lungo, sapido.

Tollena- Piacevole frutto esotico non maturo, floreale di tiglio e acacia, saporita.  Equilibrata, sorso battente di buon ritmo alcol/acidità.

 Abbazia di Monteoliveto- Complesso, intenso, gioca sulla freschezza del frutto bianco e note di agrumato, quasi salino. Caldo, fresco, sapido, mostra personalità.

Cappella Sant’Andrea- Intenso, fine, grande pulizia ,fiore bianco e giallo, note fruttate di mela, polpa gialla, tropicale. Beva piacevole, fresca, sapido e lungo.

Casa Lucii- Agrumato, note vegetali di salvia e cedrino, quasi speziato. Caldo, di grande piacevolezza, sapido, quasi fumè, buon ritmo.

Selezione 2019 

Cesani Clamys -Fiori e frutta gialla, agrumato candito, note di gesso, speziatura. Corpo e freschezza, sapido, lungo.

Montenidoli Tradizionale- Bouquet di fiori in appassimento, note agrumate anche rosse, menta e pepe bianco. Caldo, beva brillante in progressione  con la spinta acida, sapido.

Poderi del Paradiso Biscondola– intenso e fine nel ventaglio di fiori ed erbe,  agrumato dolce, minerale di talco, leggera spezia bianca. Di corpo, rotondo, esprime il fruttato maturo, sorso battente.

Il Palagione Lyra. Complesso ed intenso si esprime su note fruttate mature, frutto a polpa bianca cotto, nota minerale e spezia. Caldo, rotondo, sorso concentrato, sapido.

Riserva 2019

La Lastra- Florea combinato tra bianchi e gialli, note minerali canforate, spezia fine. Corpo importante, strutturato, sorso battente e fresco, sapido.

Il Palagione Ori– Complessità, intensità, finezza. Fiore giallo appassito, speziato, agrumato candito ed in polpa matura. Grande struttura, pienezza di bocca, sapido, beva   importante.

Riserva 2018

Casa alle Vacche ”Crocus”-  Intensità e persistenza del frutto in polpa maturo, note iodate, spezia e vegetale secco. Robusto, caldo, sapido, lungo.

Fattoria San  Donato ”Benedetta”- Speziato, floreale appassito, note minerali di canfora e iodio, fruttato in polpa gialla matura. Rotondo, sorso piacevole, fresco, lungo.

Guicciardini Strozzi- Intenso, presenza di frutta a guscio, canditi agrumati, speziato e minerale. Rotondo, piacevole, sapido, fresco. La tradizione in bottiglia.

 

Il CTN informa

In un periodo come questo, caratterizzato da incertezze, dubbi e timori, ci dobbiamo focalizzare sulla rilettura di ciò che di buono abbiamo già fatto e ciò che necessariamente dobbiamo ancora fare per mantenere ben saldo il timone della qualità.

L’utilizzo dei dispositivi elettronici e di programmi specifici per la comunicazione è diventato una cosa normale per tutti; quanti tra noi, meno di dodici mesi fa, avrebbero associato immediatamente alla parola zoom non tanto lo strumento ottico delle macchine fotografiche bensì la possibilità di incontrarsi in una stanza virtuale per discutere, lavorare e, perché no degustare pur trovandosi a centinaia o migliaia di chilometri di distanza l’un con l’altro? Tutto cambia e ormai anche la modalità di formazione on line è diventata prassi comune in ogni ambito, sia esso aziendale, scolastico e addirittura casalingo.

Ecco quindi l’importanza di pensare a moduli formativi che possano viaggiare in parallelo, sia con la classica modalità in presenza sia con l’on line: non utilizzare la logica del “questo o quello” bensì una più moderna e costruttiva logica del “questo e quello”.

In quest’ottica il CTN, durante i mesi di aprile e maggio, ha sviluppato un percorso di aggiornamento per tutti i Relatori e Direttori di corso dedicato alla Scheda di Degustazione Fisar: sei incontri con oltre 500 partecipanti di tutte le delegazioni d’Italia per garantire l’uniformità di utilizzo di uno degli strumenti più importanti che ogni Sommelier Fisar ha a disposizione. Un vero e proprio codice linguistico che necessita di conoscenza e aggiornamento, al fine di eliminare forvianti interpretazioni soggettive.

Questi ultimi scorci di primavera sono dei momenti di intenso lavoro per il CTN per poter ultimare alcuni interessanti progetti e poterli rendere operativi con la fine dell’estate; ecco allora un percorso formativo dedicato alla degustazione e comunicazione del vino in lingua inglese: un sommelier moderno deve obbligatoriamente essere in grado di presentare, degustare e far amare il vino anche ad un pubblico internazionale; un percorso creato per chi vuole accrescere la propria cultura, per chi presta servizio in manifestazioni a carattere internazionale e anche per i sempre più numerosi sommelier Fisar professionisti operanti all’estero, sia in ambito Horeca che in aziende vitivinicole, al fine di dare linee guida comuni per una Fisar veramente globale.

Sul fronte dell’operatività del sommelier è in fase di ultimazione la preparazione di un Corso Avanzato sulla Tecnica di Servizio: un corso di ampio respiro, che permetterà di conoscere e imparare ciò che la ristorazione moderna richiede. Da questo corso avanzato ne conseguiranno degli aggiornamenti specifici per tutti i relatori interessati a questi aspetti, per tutte le delegazioni e per tutti i sommelier effettivi.

Come si sarà capito da queste poche righe, il CTN vuole ampliare sempre più le collaborazioni, sia esterne che interne a Fisar: lavorare in squadra, una squadra composta da molte persone, con culture ed esperienze diverse è il vero valore aggiunto che può permettere il raggiungimento degli importanti obiettivi prefissati.

In chiusura una piccola raccomandazione per le amiche e colleghe sommelier: tra le candidature giuntemi per la scelta delle quattro figure di riferimento per gli Organi di Indirizzo, le quote rosa si sono fermate ad uno stentato 5%. Sono sicuro sia stata una svista, una dimenticanza e che in occasione delle prossime elezioni del CTN la situazione cambierà di certo: l’equilibrio è un’ottima caratteristica sempre, non solo nei vini.

 

 

 

 

Quando un sogno si realizza. Intervista a Patrick Zanon

A riuscirci è toccato a Patrick Zanon, 26 anni, sommelier Fisar dal 2017  e Associato della Delegazione di Vicenza, che il 02 maggio 2021 ha inaugurato la sua nuova enoteca  “Patrick’s Winery” a Cittadella (PD).

 

Patrick, come è arrivata questa opportunità?

L’idea di aprire un’enoteca è nata ancora prima di concludere il corso sommelier, ed è diventata  finalmente palpabile alcuni mesi fa, quando mi è stata presentata l’opportunità concreta.

 

Avevi già maturato esperienza nel settore?

Sì, avevo già lavorato in più enoteche. Inoltre, i servizi svolti per Fisar e le esperienze vissute in questi ultimi anni mi hanno dato veramente tanto in termini di stimoli e di conoscenze.

 

Hai lasciato un posto di lavoro fisso, quindi è facile pensare che la tua non sia stata una decisione facile da prendere, ma sia stata il frutto di una lunga riflessione.

In un periodo dove il posto fisso sembra qualcosa di irraggiungibile, con un mutuo sulle spalle per  la casa e in pieno Covid… sì, è evidente che ci ho pensato a lungo. Molto a lungo, direi.

 

Quali sono i motivi che ti hanno spinto a mollare tutto per imbarcarti in questa nuova avventura? Quali sono stati all’inizio i tuoi dubbi, le tue paure e magari le difficoltà che hai incontrato?

Ho sempre creduto nelle mie capacità e sono sempre stato determinato a lasciare un segno; quindi non ho mai avuto paura di fare ciò che gli altri guardano con mille preoccupazioni o ansie.  Chiaro, so di rischiare, ma so anche che mi si è presentata una grandissima opportunità e non ho voluto lasciarmela scappare. In futuro, altrimenti, avrei avuto mille rimpianti.

 

Dicevamo delle difficoltà…

All’inizio la cosa più difficile è la mancanza di tempo e di confronto, dato che parto da solo. Chi ha un socio magari ha più problemi a decidere quando le idee sono contrastanti, ma almeno ha altre idee. Nel mio caso, non potendo essere ovunque, ho scelto quasi tutto da solo.

 

Come hanno accolto i tuoi genitori e le persone più care a te vicine questo tuo nuovo progetto?

I miei hanno sempre un po’ tirato indietro, non perché non credessero in me, ma perché mi vedono impegnato in contemporanea su più fronti e temono che possa perdere la bussola. Ho dovuto rassicurarli e alla fine loro sono stati i primi sostenitori, insieme a mia sorella, al suo ragazzo e qualche amico. Per me è stato importante.

 

Sei sempre stato un ragazzo ambizioso. Quali sono ora le ambizioni legate alla tua enoteca?

L’ambizione è quella di diventare un punto di riferimento per i tanti che amano il vino. Per riuscirsi, punterò sull’onestà e sulla passione. Mi piacerebbe creare un gruppo di degustatori ufficiali. Insomma, ho tante idee…

 

Che tipo di impronta hai dato al tuo locale?

Per il locale ho pensato di puntare sul prodotto e l’accoglienza. Per i vini, i veri protagonisti, ho puntato principalmente su piccoli produttori, che credono in vini puliti, precisi ed equilibrati.

 

Insomma, sei pronto.

Sì, ho solo 26 anni e sono felice di essere così giovane. Anche perché così ho più tempo per sbagliare e per imparare.

 

Il Sommelier Magazine Quando un sogno si realizza. Intervista a Patrick Zanon

FISAR INCONTRA I VIGNAIOLI: I TERROIR DELLE MARCHE

Evento in collaborazione Delegazione Fisar Castelli di Jesi e Delegazione Fisar Lodi

Sabato 8 maggio 2021 ore 18.00

«In nessun altro luogo d’Italia, ho forse visto altrettanta gente, e case, e cantine, così immobili nel tempo: in nessuno, ho gustato vini così genuini e squisiti» (Mario Soldati, Vino al vino, “Nelle province di Pesaro, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno“, 1970)

Primo Consorzio verde d’Italia, Terroir Marche nasce nel 2013 dalla volontà di alcuni vignaioli di difendere e promuovere il paesaggio agricolo delle Marche; valorizzare il territorio e l’origine dei prodotti agricoli, le varietà autoctone, la biodiversità e la diversità dell’origine.

«Il Consorzio non ha scopo di lucro e si prefigge la promozione e la valorizzazione della vitivinicoltura biologica/biodinamica marchigiana, la difesa del territorio e dei beni comuni, la diffusione di culture e pratiche per una economia sostenibile e solidale.» (art. 4 Statuto).

Non un consorzio di tutela dunque, ma un patto tra viticoltori basato sul mutualismo solidale. i soci si scambiano informazioni, modalità operative, strumenti, in un incessante confronto culturale. Requisito minimo per accedere: la certificazione biologica o biodinamica.

Cinque delle 19 cantine associate saranno ospiti della serata per farci viaggiare dal nord al sud delle Marche descrivendo un paesaggio enologico che va oltre il bicchiere.

Interverranno:

  • MARCHE NORD: Matteo Tomassetti – Tomassetti – Senigallia (AN)
  • CONERO: Paolo Berluti – La Calcinara – Candia (AN)
  • VERDICCHIO MATELICA: Gabriele Benedetti – Cavalieri – Matelica (MC)
  • VERDICCHIO CASTELLI DI JESI: Roberto Cantori – Fattoria Nannì – Apiro (MC)
  • PICENO: Rocco Vallorani – Vigneti Vallorani – Colli del Tronto (AP)

 

La partecipazione all’evento è gratuita, ma è richiesta la prenotazione. Per ricevere il link e accedere alla piattaforma Google Meet occorre inviare un messaggio ad uno dei seguenti recapiti:

[email protected] – 338 8510934

[email protected] – 338 6846909

 

LA FORMAZIONE FISAR PASSA PER L’ONLINE

Massimo Marchi
Segretario Nazionale Fisar

Nel precedente Punto del Segretario, avevo concluso scrivendo: “[…] iniziare a Settembre con determinazione e convinzione dei propri mezzi, perché abbiamo al nostro interno tutto il knowhow necessario per creare e fare tante belle cose, che i nostri soci stanno aspettando con ansia e tanta attesa, e noi dovremo essere pronti a regalare loro nuove emozioni”. Ho passato l’ultimo mese a confrontarmi in continuazione con i Dcpm, cercando di capirli e interpretarli, talvolta lo sconforto è stato tanto, ma voi Delegati mi avete agevolato e supportato per affrontare nel migliore dei modi i continui ostacoli burocratici. Però ahimè, dobbiamo, nonostante i nostri sforzi, continuare a vivere e convivere con il “mostro”, che non vuole ancora abbandonarci e lasciarci in pace. Tutto ciò è sicuramente un problema, o vuole rappresentarsi come tale, ma abbiamo le nostre carte … da stendere sul panno da gioco per sfidare l’oltre, l’imponderabile.

Fisar grazie alle proprie Delegazione ha iniziato un’attenta riprogrammazione andando a sviluppare ed ampliare gli orizzonti della formazione online nelle sue svariate possibilità applicative. Alcune Delegazioni hanno immaginato degustazioni online con kit creati in modo mirato e puntuale, altre hanno pensato a del food da recapitare per gli abbinamenti cibo-vino previsti per il terzo livello, e così via. Tante capacità, intrinseche ed estrinseche, in grado di rimodulare il rapporto di fiducia con i propri Associati. Tutto questo nasce da un aperto confronto fra i vari Delegati e il CN, nella continua ricerca di soluzioni per non interrompere i percorsi formativi che in questo periodo hanno, nostro malgrado, subito inevitabili sospensioni. In questo preciso momento stiamo redigendo un vademecum per i corsi online, necessario per dare le linee guida a questi strumenti oramai ben delineati.

Questo contenuto è riservato agli Associati

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MARE DIVINO. IN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DI DIONISO

a cura di Orietta Bigiarini

Autore: Andrea Simi
Editore: Armando Curcio

Un viaggio davvero entusiasmante ed un’odissea coinvolgente. Andrea Simi ci conduce – con passione e sapienza – per mare, porti, isole greche e tirreniche, luoghi incantati dove bellezza, poesia, vino e cibo riescono a farci sognare, rapiti e deliziati da un connubio perfetto: il Mare divino.

CHIANTI. NEL CUORE DELLA TOSCANA TRA FIRENZE E SIENA. IN VIAGGIO NEI LUOGHI PIÙ BELLI E POCO NOTI

a cura di Orietta Bigiarini

Autore: Danilo Papi
Editore: goWare

Una guida di oltre 400 pagine che supera i confini delle splendide mete conosciute, conducendoci in territori meno noti dove leggenda e tradizione si fondono. Un ricco album fotografico ed un insieme d’informazioni pratiche e di suggerimenti da parte dell’autore Danilo Papi che già in passato ci aveva deliziato con interessanti pubblicazioni di una regione senza tempo: la Toscana.

APRIRE UN’AZIENDA AGRICOLA GUIDA PRATICA E BUSINESS PLAN

a cura di Orietta Bigiarini

Autore: Fabrizio Santori
Editore: Maggioli

Una guida per trasformare l’idea o il sogno di avviare un’azienda agricola in realtà o per migliorare un’attività già esistente. Un testo completo con suggerimenti pratici, normative, finanziamenti, burocrazia ed arricchito da interviste inedite ad imprenditori agricoli di successo. Dulcis in fundo un software agriplan che ci aiuta ad avere una visione chiara su ciò che ci attende grazie all’elaborazione del nostro realistico business plan.

LA VIGNA, IL VINO E LA BIODINAMICA

a cura di Orietta Bigiarini

Autore: Nicolas Joly
Presentazione: Carlo Petrini – prefazione: Carlo Triarico
Editore: Slow Food

L’autore – viticoltore della Loira – cerca di trasmetterci la passione con cui ha abbracciato la biodinamica steineriana. Un testo attualissimo che ci parla delle leggi della natura, del tempo e del linguaggio segreto delle piante e non solo, alla ricerca di un’armonia perduta. Armonia che porta alla nascita di un “vino di cuore” maggiormente rappresentativo della terra d’origine e con essa in completa sinergia.

TRA VETRO E VINO. UNA STORIA TOSCANA DALL’ARCHIVIO NANNELLI

a cura di Orietta Bigiarini

Autore: Silvia Ciappi
Editore: Polistampa

Vino e vetro: connubio indissolubile. Un’accurata ricerca tra gli archivi della Famiglia Nannelli legata, dal XVIII sec., all’evoluzione del vetro in Toscana: l’avvio delle prime vetrerie, il commercio di vino e dell’olio, il “fiasco”, il miglioramento qualitativo del vino tanto auspicato dalla nobiltà toscana. Per ben comprendere un siffatto sviluppo si deve necessariamente analizzare l’evoluzione dei suoi recipienti. Un indispensabile approfondimento che rappresenta un ulteriore tassello nel puzzle enologico.

Abruzzo e Marche, due regioni un vitigno: il Pecorino

Le Delegazioni Fisar L’Aquila e Fisar Castelli di Jesi si incontrano online per un fantastico viaggio virtuale tra l’Abruzzo e le Marche: giovedì 29 aprile 2021 ore 18.30

Un evento speciale dedicato al Pecorino: vitigno diviso dai confini regionali, ma condiviso nelle tradizioni e nella storia dei vignaioli dell’areale di produzione: Storia di un vitigno diviso e condiviso: il Pecorino

Dopo la disfida dei Castelli del vino, frutto della collaborazione tra Castelli di Jesi  e Roma e Castelli Romani,  si torna in pista con una nuova competizione questa volta tra Castelli di Jesi e L’Aquila.

Argomento del contendere un antico vitigno del centro Italia: il Pecorino, a rischio di estinzione perché poco produttivo.

Originario dei Monti Sibillini, secondo il Bollettino Ampelografico del 1875, è il vitigno italico a bacca bianca fortunosamente ritrovato in alcuni filari semi abbandonati di Trisungo e Pescara del Tronto, frazioni del comune di Arquata del Tronto.  Da questi luoghi, oggi ricoperti da boschi e prati, è partita negli anni Ottanta la riscoperta del Pecorino.

Provate a cercare sulla cartina Arquata del Tronto e comprenderete come il territorio fosse predestinato a raccontare una storia così intricata.

Situato nella zona pedemontana dell’Appenino Centrale l’arquatano si allunga ai bordi della vecchia strada consolare Salaria, che unisce il Tirreno all’Adriatico. Paese dall’anima transfrontaliera, Arquata è l’unico comune d’Europa che si estende a cavallo tra due aree naturali protette: il Parco nazionale dei Monti Sibillini a nord e il Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga a sud. A nord ovest il Monte Vettore, protagonista delle note vicende sismiche del 2016, e il passo Forca di Presta che sbuca sulla piana umbra di Castelluccio, a sud ovest i paesi laziali di Accumoli e Amatrice, a sud le cime della Macera della Morte e Pizzo di Svevo segnano il confine con l’Abruzzo: in una manciata di chilometri si intersecano quattro regioni.

Negli anni Ottanta il giovane Leonardo Seghetti, professore di chimica all’Istituto Tecnico Agrario di Ascoli Piceno, eseguì e seguì tutte le analisi e le fasi della sperimentazione, incluse le prime “prove di damigiana”: chi meglio di lui potrebbe raccontarci questa storia?

 

Interverranno:

  • Leonardo Seghetti, docente di chimica agraria e trasformazione dei prodotti alimentari
  • Nicola D’Auria, Presidente Movimento Turismo del Vino
  • Giulia Cataldi Madonna – Azienda vinicola Cataldi Madonna – Ofena (AQ)
  • Concezio Marulli, enologo dell’Azienda Agricola Ciccio Zaccagnini – Bolognano (PE)
  • Simone Capecci – Azienda Agricola Simone Capecci – San Savino (AP)
  • Tenuta Cocci Grifoni – Ripatransone (AP)

La partecipazione all’evento è gratuita, ma è richiesta la prenotazione. Per ricevere il link e accedere alla piattaforma Go ToMeeting occorre inviare un messaggio ad uno dei seguenti recapiti:

Angela [email protected] – 328 8547210

Corrado [email protected] – 338 8510934

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WI.MU MUSEO DEL VINO A BAROLO

INTERVISTA AD ALESSANDRA MURATORE,
COORDINATORE DELLA BAROLO & CASTLES FOUNDATION

Cristina Baglioni

Il Sommelier Magazine WI.MU MUSEO DEL VINO A BAROLO

Cos’è il Wi.Mu.?
Wi.Mu., Wine Museum a vocazione internazionale, “Museo del Vino a Barolo”, protagonista è il vino in un territorio di vino. È un viaggio alla scoperta del vino, della sua cultura e tradizione, che parte dagli elementi della natura che concorrono alla creazione di un grande vino, al suo intreccio con la storia dell’uomo, con le arti, fino ad un omaggio doveroso al Barolo e ai marchesi Falletti di Barolo, Carlo Tancredi e sua moglie Juliette Colbert (Giulia di Barolo). L’edificio che ospita il Wi.Mu., il Castello comunale Falletti di Barolo, ha un’origine antichissima, nel corso della storia è passato da una funzione militare a quella residenziale, fino ad essere trasformato in un collegio. Dopo la chiusura del collegio e la vendita, l’amministrazione di Barolo ne è entrata in possesso grazie ad una sottoscrizione pubblica, con il contribuito dell’intera comunità di Barolo e le cantine del territorio. Dapprima l’apertura alle visite del piano nobile con gli arredi ottocenteschi e l’allestimento di un museo etnografico, poi, all’inizio del decennio scorso, per valorizzare il Castello e farlo diventare un attrattore importante per il territorio delle Langhe, è stato creato il Wi.Mu., con allestimento curato da François Confino, autore in quegli anni degli allestimenti del Museo Nazionale del Cinema a Torino e di mostre e musei in tutto il mondo.

Il Sommelier Magazine WI.MU MUSEO DEL VINO A BAROLO

In cosa si differenzia dagli altri Musei del vino?
Il Wi.Mu. pone un’attenzione particolare al rapporto fra il Vino e l’Uomo, profondo, quotidiano, costante, trasversale a epoche e civiltà; non soltanto “qualcosa da bere”, bensì qualcosa che l’uomo ha ritenuto di cantare, di rappresentare, di celebrare, facendone un compagno di viaggio e di vita e caricandolo di simboli e significati profondi, spesso legati al sacro. In questo focus fra lui e noi, sta la peculiarità rispetto agli altri musei del vino. Confino dice “Sono tanti i musei del vino nel mondo. Il Wi.Mu. si differenzia perché ne racconta la dimensione culturale e lo fa in modo poetico”. E poi la modalità: il visitatore è immerso negli ambienti, avvolto dagli allestimenti, in un’esperienza che lo induce alla curiosità, all’interpretazione, rendendolo complice della narrazione cui assiste.

Qual è il target dei suoi visitatori?
Grazie alle modalità del suo racconto, l’interazione, l’esperenzialità e ai contenuti in un linguaggio mai tecnico, il pubblico è eterogeneo, per provenienza geografica, per età, per livello culturale. Dalle famiglie, agli appassionati, agli inesperti ma curiosi, alle scuole.

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Il Sommelier da Nobel vola in Svezia!

La nostra rivista Sommelier parteciperà alla mostra internazionale di libri “Alfred Nobel House Björkborn cookbook exhibition” in Svezia dal 17 giugno fino al 21 ottobre.

La mostra si terrà presso la residenza del famoso inventore svedese Alfred Nobel a cui è stato dedicato il prestigioso premio.

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