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CANTINE ED ECOSOSTENIBILITÀ

Giampaolo Zuliani

Le cantine contemporanee sono organismi complessi che richiedono un alto utilizzo energetico. Alcuni studi recenti presso l’Università di Siena hanno messo in evidenza che per mettere in commercio una bottiglia di vino si immettono in atmosfera circa 1,83 kg di anidride carbonica. Nei processi produttivi inoltre si consuma un’alta percentuale di acqua; una ricerca dell’Università degli Studi di Torino ha calcolato che per la produzione di un solo litro di vino sono necessari 14 litri di acqua. Appare quindi ragionevole pensare che un progetto di rinnovamento o di nuova costruzione di una cantina preveda necessariamente un attento studio delle soluzioni tecniche per contenere il consumo energetico nelle fasi produttive.

La scelta di costruire cantine ipogee sfruttando le naturali pendenze del terreno favorisce il contenimento energetico in quanto la collocazione degli ambienti di affinamento sottoterra porta a forti risparmi sull’utilizzo di energia termica necessaria per riscaldare e raffreddare gli ambienti e i contenitori. Inoltre è possibile movimentare le masse utilizzando percorsi per caduta verticale che non solo ha un effetto benefico sull’integrità della materia, ma elimina, parzialmente anche l’utilizzo di pompe.

Le murature della costruzione se debitamente isolate, prevedendo l’installazione di cappotti termici, possono favorire il mantenimento delle temperature costanti tra i 14° e i 16° che sono i parametri ottimali per la conservazione del prodotto. Lo sviluppo verticale degli ambienti può inoltre suggerire la progettazione di camini naturali dove convogliare l’aria calda o fredda rispetto alle esigenze stagionali abbattendo i consumi elettrici di ventilazione forzata. L’utilizzo di pannelli fotovoltaici, debitamente integrati alla struttura, può incrementare notevolmente il risparmio energetico.

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FISAR PROTAGONISTA AL WINE2WINE CON UNA DEGUSTAZIONE DI BAROLO E BARBARESCO

A FORNIRE LE BOTTIGLIE, DESCRITTE DA CARLOTTA SALVINI, LA BANCA DEL VINO CURATA DA SLOW WINE. IL PRESIDENTE TERZAGO: “PARTNERSHIP IMPORTANTE, GUARDIAMO AL FUTURO TUTELANDO L’AMBIENTE”

Lara Loreti

Corre l’anno 1996. Un anno dal clima imprevedibile che, con la sua esuberanza, si appresta a “scompigliare” i ricami vitati delle Langhe. Si inizia con un inverno non troppo freddo, ma molto nevoso sulle colline. La primavera fa un po’ di capricci, ma da metà maggio ai primi di giugno il sole risplende orgoglioso. È sotto i suoi raggi che le viti iniziano a fiorire e l’allegagione a svilupparsi rapidamente. Pochi mesi più tardi, nasceranno grappoli di Nebbiolo succosi e sani. E la vendemmia darà grandi soddisfazioni. Quell’uva, raccolta, coccolata e affinata, è pronta a trasformarsi in opulenti calici di Barolo e Barbaresco, destinati a durare nel tempo. Nelle scorse settimane, 24 anni dopo quell’annata sorprendente, i due vini simbolo del Piemonte rivelano la propria saggezza ai cinque sensi di Carlotta Salvini.

Che a sua volta si mette in gioco in una degustazione molto speciale, in cui trovano spazio anche un Barolo e un Barbaresco 2016. La migliore Sommelier Fisar 2019 e tutta la Federazione, guidata dal Presidente Luigi Terzago, con la responsabile della comunicazione Patrizia Loiola, domenica 22 novembre sono stati protagonisti di un evento online organizzato con Slow Wine e Banca del vino per il business forum internazionale Wine2Wine, firmato Veronafiere. Un tasting unico, con un’accattivante regia video curata dal consulente informatico Simone Nannipieri, che ha coinvolto manager del vino da tutto il mondo, in cui Fisar ha dato vita a una partnership prestigiosa e lungimirante. Lo sottolinea il Presidente nazionale Terzago: “Per la prima volta Fisar è stata partner di Veronafiere attraverso Wine2Wine in un evento online internazionale, un’occasione preziosa per mettere in collegamento attori dell’universo del vino.

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SLOW WINE 2021 LA GUIDA CHE HA RIVOLUZIONATO LE GUIDE

UN OTTIMO MOTIVO PER RINNOVARE LA TESSERA FISAR

Mariella Dubbini

Il 4 ottobre scorso è stata presentata a Milano, nella splendida cornice della Milano Wine Week, la guida Slow Wine 2021. A causa dell’emergenza in atto l’evento non ha avuto luogo nello storico scenario delle Terme di Montecatini con i nostri Sommelier Fisar pronti, come sempre, a farci assaggiare il meglio della produzione italiana secondo Slow Wine.

Un anno difficile e complicato per tutti, questo 2020, e lo è stato anche per quanti lavorano dietro le quinte per mesi per realizzare il prezioso strumento enoico. La Redazione di Bra ha deciso di non mancare all’appuntamento con i suoi lettori, nonostante i dubbi originati dall’elemento che fa della pubblicazione un unicum nel panorama mondiale del settore: le visite delle cantine recensite. Perplessità giustificate, perché la guida è figlia di questa nuova visione della critica enologica che undici anni fa ha prodotto una svolta radicale nella comunicazione del vino: aprire le porte delle stanze di degustazione per andare a conoscere i produttori, visitare le cantine e “camminare le vigne”, per offrire ai lettori una fotografia di chi c’è dietro e dentro il calice.

Neppure il maledetto Coronavirus poteva arrestare questo cambio di passo: grazie a un grande lavoro di squadra anche quest’anno Slow Wine è andata oltre il bicchiere, realizzando una guida innovativa e densa di cambiamenti, alcuni già in cantiere da tempo, altri nati dall’emergenza e trasformati in nuove opportunità. La prima novità editoriale si ravvisa dalla veste grafica e dalla piacevole sensazione tattile della copertina, realizzata con carta ecologica Crush parzialmente prodotta con scarti di uva, sicuramente la nostra materia prima preferita.

All’interno una diversa impostazione delle schede, con una più ampia sezione dedicata ai vini organizzata in ordine gerarchico di piacevolezza. Le descrizioni sono “alleggerite” di parametri – privilegiando la bevibilità e godibilità del vino – e rielaborate con nuovi criteri lessicali e grafici. È cambiata anche la classificazione dei vini “premiati”, riuniti in un’unica grande famiglia – denominata Top Wine – che illustra i migliori vini assaggiati per ogni regione.

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A tutto questo sostanzioso lavoro di restyling si aggiunge, last but not least, una nuova idea rivoluzionaria, che pone Slow Wine ancora una volta all’avanguardia per la sua modalità di raccontare il vino: un QR Code che rimanda all’intervista fatta online al vignaiolo; 940 video, praticamente la metà delle cantine recensite, tasselli di un grande puzzle del panorama enoico italiano. Una grande narrazione collettiva dalla voce dei protagonisti del vino che ci fa vivere un’emozionante esperienza immersiva.

In merito a questa novità il giornalista Mario Calabresi, intervenuto alla presentazione milanese, ha detto ai curatori della guida “Vi do una brutta notizia, non potete più tornare indietro”. Abbiamo chiesto a Fabio Giavedoni cosa “bolle in pentola” per il prossimo anno: «Questa “novità” dei contributi video associati al QR Code è nata in tempi di emergenza, ovvero nella primavera del primo lockdown nazionale, quando ci siamo trovati di fronte all’impossibilità di andare a visitare le aziende recensite in guida. Dall’emergenza però si è passati a ragionare su come far evolvere e migliorare questi contributi video, da affiancare alla parte redazionale della guida: alcune idee sono già ben chiare, ma è presto per svelarle…».

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F.I.S.A.R. incontra i Castelli del vino

Le Delegazioni F.I.S.A.R. Castelli di Jesi e F.I.S.A.R. Roma e Castelli Romani si incontrano online per un fantastico viaggio virtuale tra i Castelli di Jesi ed i Castelli Romani.

«Non tutte le ciambelle escono col buco» vale a dire non tutti i progetti riescono come vorremmo, non tutti i piani vanno in porto.

Da tempo avevamo accarezzato il comune proposito di un gemellaggio tra i Castelli del panorama fisariano. Ma questo lungo periodo di lockdown ce lo ha impedito. Impossibilitati all’incontro fisico ci siamo accontentati di un webinar per conoscere e confrontare due territori, due grandi vitigni autoctoni e due vini attraverso il racconto dei produttori.

Abbiamo scelto una data significativa, giovedì 25 marzo ovvero il Dantedì, la giornata internazionale dedicata a Dante Alighieri, ottimo auspicio per suggellare l’alleanza.

Virgilio della serata, per restare in tema, Fabio Ciarla, arbitro imparziale della contesa nonostante la sua palese estrazione romana.

Il titolo scelto per l’appuntamento è indicativo di ciò che si intendeva evidenziare. Siamo partiti con “Il vino dei Castelli”, ma ci faceva pensare al vino delle fraschette, dove si poteva consumare il vino nuovo del contadino, e alla ben nota anfora, la tipica bottiglia creata nel 1954 dall’architetto Antonio Maiocchi: immagini archetipo di un vino semplice, leggero, fresco e beverino ma, soprattutto, di basso costo.

È stato sufficiente invertire i termini per ottenere un’immagine completamente diversa: “I Castelli del Vino”, va bene non siamo la Loira, ma suonava regale, importante, ci è piaciuto.

Protagonisti della serata Frascati e Verdicchio dei Castelli di Jesi, due vini a due passi dai rispettivi capoluoghi di regione.

La zona di produzione dei vini DOC Frascati e delle DOCG Frascati Superiore (anche Riserva) e Cannellino di Frascati è situata a sud est di Roma, dove si alleva la vite e si produce vino da prima del 21 aprile del 753 a.C., anno della fondazione della Città Eterna. I vigneti sono coltivati sulle colline vulcaniche ad altitudini che variano da 70 a 500 metri s.l.m.

La zona di produzione dei vini DOC Verdicchio Castelli di Jesi (anche Classico e Classico Superiore) e DOCG Castelli di Jesi Verdicchio Riserva (anche Riserva Classico) è un’ampia zona collinare che accerchia il capoluogo di Regione: i territori assoggettati in epoca medievale al Contado di Jesi, la Città Regia dell’Imperatore Federico II di Svevia. Le vigne si trovano ad altitudini che vanno dai 75 ai 550 metri s.l.m. su terreni sciolti da sfaldamenti marnosi argillo-silicei e calcarei.

A rappresentare le due denominazioni Mauro De Angelis, ex Presidente del Consorzio Frascati, per Vitus – acronimo di Vignaioli Tuscolani – e Roberto Venturi titolare dell’azienda Vini Venturi.

In degustazione Qudì, Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore e Metamorfosi Frascati Superiore DOCG, annata 2018. Scelta voluta, per riscattare il concetto del vino bianco da bere subito.

Tesi eloquentemente comprovata dal Qudì, verdicchio 100%, e dal Metamorfosi, 70% Malvasia del Lazio o Malvasia Puntinata 30% Greco bianco e Bombino bianco.
Due vini diversi ma uniti da una sorte comune: ben presto famosi, tra le prime DOC riconosciute in Italia – 1966 Frascati e 1968 Verdicchio dei Castelli di Jesi – poi caduti in disgrazia, hanno riacquistato, grazie alla pazienza e alla ostinata dedizione di tanti viticoltori, il giusto posto nel mondo enoico.

Alla serata hanno partecipato, oltre i soci delle Delegazioni ospiti, numerosi soci di varie Delegazioni da nord a sud della penisola e alcuni wine lovers di altre Associazioni.

Una risposta unitaria al valore vino, elemento unificatore della comune passione, la stessa che muove Mauro e Roberto nel lavoro in vigna, Castelli di Jesi e Roma Castelli Romani nella condivisione di una FISAR unica che vada al di là delle delimitazioni territoriali.

Ma la prossima volta la ciambella sarà col buco, promesso!

 

 

La viticoltura meridionale e i suoi tesori

Il Coordinamento Sud e Isole della Federazione Italiana Sommelier Albergatori e Ristoratori ha organizzato un ciclo di webinar dedicato alla viticoltura meridionale. Un modo di rimanere in contatto con i soci, ribadendo il grande valore enologico e la grande biodiversità della viticoltura di Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e Campania.

Il coordinatore Augusto Notaroberto ha coinvolto le delegazioni Fisar che hanno approntato questo calendario:

  • 31 marzo Sardegna: il Nepente di Oliena con Ennio Pilloni;
  • 7 aprile Puglia: il Negroamaro con Gianni Cantele;
  • 14 aprile Sicilia: il Nocera con Carmine Ruffino;
  • 21 aprile Calabria: il Gaglioppo con William Greco;
  • 28 aprile Campania 1: la Biancolella d’Ischia con Alessandro Manna
    e il Falerno del Massico Primitivo con Mariano Penza;
  • 5 maggio Campania 2: il Fiano dell’Irpinia con Paolo Mastroberardino
    e il Fiano del Cilento con Maurizio Paolillo;
  • 12 maggio Basilicata: l’Aglianico del Vulture con Raimondo Faraone Mennella.

I webinar, tutti di mercoledì alle ore 20, saranno in diretta attraverso la piattaforma Zoom: il link va richiesto alle email delle delegazioni Fisar e sarà inviato ai soci che ne faranno richiesta.

Questi gli indirizzi email delle Delegazioni campane della Fisar:

[email protected]
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VIVIANA PEDRON VINCE IL CONCORSO PROGETTA LA TESSERA FISAR 2021

Giovanni Pinna

Sempre forti, sempre uniti, sempre presenti. Anche se il 2020 non si è rivelato un anno semplice da percorrere, i nostri Associati hanno dimostrato come sempre uno spirito associativo fuori dal comune: il vero non plus ultra della nostra Associazione. Anche quest’anno in molti hanno dato sfogo alla propria creatività donando alla Fisar tantissimi progetti che potessero rappresentare la tessera associativa del prossimo anno. Tra tutti è stata proclamata Viviana Pedron, Associata Fisar della Delegazione di Treviso, vincitrice del concorso Progetta la Tessera Fisar che si racconta in questa breve intervista.

Il Sommelier Magazine VIVIANA PEDRON VINCE IL CONCORSO PROGETTA LA TESSERA FISAR 2021

Il Sommelier Magazine VIVIANA PEDRON VINCE IL CONCORSO PROGETTA LA TESSERA FISAR 2021

Come è nata l’idea di questo progetto in un momento tanto particolare come quello che stiamo vivendo?
Il progetto che ho intitolato “Degustazione” vuole essere un plauso alla figura del sommelier non tanto da un punto di vista professionale e culturale, ma più intrinseco, che scaturisce da una grande passione per il suo lavoro e che ce lo fa immaginare in un suo momento intimo e misterioso con una bottiglia d’annata lasciata lì a respirare prima di essere degustata. Questo suo momento riservato ed intimo può anche essere letto come una maggior riflessione e consapevolezza di questi mesi di inquietudine e preoccupazione, che lui stesso sta vivendo ma che coinvolge tutti noi e che hanno conseguentemente portato un cambiamento nelle sue ma anche nostre abitudini.

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FISAR SUI BANCHI DI SCUOLA PER PREPARARE IL VINO DEL 50° ANNIVERSARIO

INTERVISTA A TIZIANO NERI E A LUIGI TERZAGO

Laura Grossi

Fisar e l’Istituto Agrario Bettino Ricasoli di Siena hanno stretto una partnership per dar vita a un progetto che ha l’obiettivo di realizzare, entro aprile 2022, un vino prodotto dagli studenti per celebrare i 50 anni della Fisar. I ragazzi saranno coadiuvati dai responsabili della scuola e dai referenti Fisar e il vino sarà caratterizzato da un’etichetta speciale, preparata grazie a un concorso che coinvolgerà gli alunni dell’Istituto e gli Associati Fisar. Abbiamo intervistato il dirigente scolastico e il Presidente Fisar per scoprire come si sta sviluppando questa sinergia.

Intervista a Tiziano Neri, Dirigente Scolastico dell’Istituto Bettino Ricasoli

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Preside, com’è nata l’idea di instaurare questa partnership con Fisar?
Dalla conoscenza diretta tra i nostri operatori e i vostri dirigenti e dalla stima che abbiamo per la Fisar, che è una delle voci più autorevoli nel mondo del vino italiano.

Come è stato scelto il progetto?
Il progetto è incentrato sulla valorizzazione di due vitigni autoctoni toscani poco conosciuti, il Foglia Tonda e il Colorino, e ha come obiettivo fondamentale l’arricchimento delle competenze enologiche dei nostri studenti nella direzione del germoplasma toscano. Dai dati presenti in bibliografia sugli estratti delle bucce e dei vinaccioli dei due vitigni, sappiamo che Foglia Tonda e Colorino evidenziano una quantità di polifenoli e antociani totali superiore rispetto al Sangiovese e possono offrirci incrementi significativi di tonalità, intensità colorante e struttura.

Quanti sono gli studenti coinvolti e come hanno accolto l’iniziativa?
Sono circa 60 ragazzi delle classi quinte e sesta dell’indirizzo di viticoltura ed enologia. L’iniziativa è stata accolta con molto entusiasmo e partecipazione; purtroppo l’emergenza epidemiologia ci sta ostacolando non poco nel coinvolgimento degli allievi.

Quando ha preso il via il progetto?
Siamo partiti nella primavera 2019 con la potatura secca, seguita dalla potatura verde, dal selezionamento e diradamento dei grappoli fino alla vendemmia avvenuta ai primi di ottobre, con la partecipazione diretta degli studenti, sia in vigna che in cantina. A fine ottobre abbiamo poi degustato i vini delle annate 2019 e 2020 con il vostro Vicepresidente Filippo Franchini.

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GOVERNO ALL’USO TOSCANO, SPERIMENTAZIONI CON SANGIOVESE E CESANESE

a cura di Fabio Ciarla

Una ricerca dell’Università della Tuscia e di quella di Pisa – coordinata dal professor Fabio Mencarelli – ha lavorato per anni ad un doppio progetto che ha da poco visto la luce con la pubblicazione Gestione di uve appassite di alta qualità in vinificazione per produrre vini rossi secchi (sulla rivista Food Chemistry, titolo inglese “Management of high-quality dehydrated grape in vinification to produce dry red wines”). Il tema comune dell’appassimento è stato studiato con il Sangiovese e il Cesanese, realizzando specifici progetti nella zona del Morellino e in quella del Piglio.

Idea e crea il logo per il 50° anniversario della Fisar

Nel 2022 la nostra Federazione spegnerà 50 candeline.
Per l’occasione il Consiglio nazionale ha lanciato un bando per la realizzazione di un logo celebrativo.
Il Concorso è rivolto a tutti gli Associati in regola con la tessera annuale.
Per conoscere le modalità di partecipazione scarica il bando collegati al Fisar Cloud:

MODIFICHE AI DISCIPLINARI DI FIANO DI AVELLINO DOCG, GRECO DI TUFO DOCG E TAURASI DOCG

a cura di Fabio Ciarla

Entrano in vigore una serie di modifiche per le produzioni di tre importanti vini della regione Campania, segnaliamo le più evidenti. Nel disciplinare del Fiano di Avellino Docg viene inserita la tipologia Riserva, con periodo minimo di invecchiamento non inferiore a 12 mesi, e reintrodotto il termine secco. Per il Greco di Tufo Docg entrano in commercio le tipologie Greco di Tufo Riserva e Greco di Tufo Spumante Riserva. Nel Taurasi Docg viene inserita la menzione Vigna che può essere riportata in etichetta.

FISAR MILANO CELEBRA I VINI BIANCHI DEL NORD ITALIA CON DUE DEGUSTAZIONI

Notizia inviata dalla Delegazione FISAR Milano

Il mese di Aprile sarà dedicato ai Vini Bianchi dell’Italia Settentrionale con due interessanti approfondimenti in versione on-line, con invio dei kit degustazione a casa. Sono, infatti, in arrivo due nuove proposte di degustazione: I vini bianchi del nord Italia” (in programma il 15 Aprile) e I grandi bianchi del Nord Italia(fissata il prossimo 29 Aprile).

Si parte Giovedì 15 Aprile alle ore 20.30 con la degustazione di “I vini bianchi del nord Italia”. Approfondiremo quelle condizioni pedoclimatiche che rendono speciali le molteplici varietà autoctone dei vitigni bianchi nel Nord Italia. Mineralità spiccate unite a grandi finezze di sentori rappresentano al meglio i vini bianchi di questo territorio eterogeneo. Viaggeremo da Est a Ovest, tra alcune delle più interessanti espressioni del Nord andando a ricercare nei calici sensazioni delicate, ma decise insieme a storie di vignaioli che portano avanti da generazioni antiche tradizioni.

Attraverso cinque ottime ed interessanti realtà non si può arrivare a conoscere tutto il territorio, ma di certo comprenderemo cosa rende speciale e riconoscibile il vino bianco del Nord Italia. Questi i vini che degusteremo nel corso della serata:

  • CANTINA DI SOAVE – Soave Classico DOC Castelcerino 2019
  • LUNAE – Colli di Luni Vermentino DOC Etichetta Nera 2019
  • CANTINA GNAVI – Vigna Crava Caluso DOCG 2018
  • LES CRETES – Fleur Petite Arvine Valle d’Aosta DOP 2018
  • MARCO FELLUGA – Collio Bianco Molamatta Friuli DOC 2017

Proseguiremo poi Giovedì 29 Aprile alle ore 20.30 con l’evento dedicato a “I grandi bianchi del Nord Italia”. Per l’occasione abbiamo selezionato cinque grandi vini bianchi dell’Italia Settentrionale che ci permetteranno di compiere un viaggio tra terroir unici, metodi di affinamento ricercati ed originali e prodotti irripetibili che verranno raccontati e degustati assieme durante la serata:

  • GRAVNER – Ribolla Venezia Giulia IGT 2011 (Wine Advocate 97/100; Falstaff 94/100; Doctor Wine 98/100)
  • SAN MICHELE APPIANO – Appius Alto Adige DOC 2015 (Falstaff 97/100; James Suckling 97/100; Veronelli 96/100; Wine Advocate 95+/100)
  • MIANI – Filip Friulano Colli Orientali del Friuli DOC 2012 (Antonio Galloni 97/100; Cellar Tracker 90/100)
  • KELLEREI TERLAN – Rarity Pinot Bianco Alto Adige DOC 2007 (Wine Advocate: 97/100; James Suckling 96/100; Falstaff 98/100; Antonio Galloni 94/100; Doctor Wine 96/100)
  • GAJA – Gaja & Rey Langhe Chardonnay DOC 2009 (Cellar Traker 91/100; Antonio Galloni 92/100)

Le degustazioni potranno essere seguite esclusivamente on line, in modalità livestreaming, grazie all’invio dei prodotti in assaggio, direttamente a casa dei partecipanti, prenotandosi a questo link https://www.fisarmilano.org/eventi/ entro Giovedì 8 Aprile per “I vini bianchi del Nord Italia” ed entro Giovedì 22 Aprile per “I grandi bianchi del Nord Italia”. Non mancate!

 

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IN VIAGGIO LUNGO LA VIA DEL SAKE CON FISAR MILANO

Notizia inviata dalla02 Delegazione FISAR Milano

Un mini-master, proposto in un bundle di due serate (Giovedì 22 Aprile e Giovedì 8 Maggio) volto ad approfondire la conoscenza e la degustazione del Sake. È quello che sta organizzando FISAR Milano per accompagnare i partecipanti alla scoperta della tipica bevanda alcolica della tradizione giapponese.

Viaggeremo in equilibrio tra storia e modernità per comprenderne tipologie e stili del Sake attraverso lo studio delle tecniche di produzione. Una particolare attenzione sarà posta alla degustazione: ogni sera avremo, infatti, la possibilità di degustare 4 prodotti.

In questo viaggio saremo guidati da Lorenzo Ferraboschi, responsabile italiano della Sake Sommelier Association (SSA) e fondatore di Sake Company (uno dei più importanti distributori italiani di Sake pregiati).

La prima serata – Giovedì 22 Aprile alle ore 20.30 – sarà dedicata ad approfondire i 4 gusti del Saké: aromatico, rinfrescante, ricco e invecchiato. In questa prima occasione ripercorreremo i cenni storici, il processo produttivo, la fermentazione, gli stili e la tecnica di degustazione. Nel corso della serata avremo la fortuna di degustare 4 sake secondo i 4 gusti: KONISHI HIYASHIBORI GOLD (Regione Hyogo, Stile aromatico), NINKI ICHI JUNMAI GENSHU (Region Fukushima, Stile rinfrescante), DEWANOYUKI KIMOTO (Regione Yamagata, Stile ricco) e SHIRAYUKI EDO GENSHU (Regione Hyogo, Stile invecchiato).

Nel corso della seconda serata – Giovedì 8 Maggio, alle ore 20.30 – potremo scoprire le 4 declinazioni del Saké: Nigori, Taru, Dolce e con aggiunta di frutta e investigheremo tematiche quali la maturazione, l’invecchiamento, gli stili, le zone, i disciplinari e le classificazioni esistenti. Termineremo il mini master con la degustazione di 4 sake secondo le 4 declinazioni: KOIKAWA NIGORI KOHAKU (Regione Yamagata, Stile torbido); TARUHEI SILVER (Regione Yamagata, Stile affinato in botte); YONETSURU PINK KAPPA (Regione Yamagata, Sake rosso stile dolce) e KODAKARA YUZU (Regione Yamagata, Stile aromatizzato allo Yuzu).

Il master potrà essere seguito esclusivamente on-line, in modalità livestreaming, grazie all’invio dei prodotti a casa, prenotandosi a questo link entro Mercoledì 14 Aprile 2021 https://www.fisarmilano.org/eventi/prodotto/la-via-del-sake-in-2-serate/. Vi aspettiamo!

ANCHE I CANI AL SERVIZIO DELLA VITICOLTURA DEL FUTURO

a cura di Fabio Ciarla

Per la prima volta scienziati di tutto il mondo si sono riuniti in un consorzio, denominato The Vineyard of the Future, per mettere a sistema tutte le conoscenze e le tecniche gestibili
tramite intelligenza artificiale. In particolare i cani saranno utilizzati per prevenire attacchi di Fillossera. Addestrati, e forniti di uno zaino georeferenziato, i cani attraversando il vigneto recepiranno il profumo dei feromoni rilasciati dagli insetti e, in base ad una serie di azioni codificate, una App specifica creerà un file di registro con i punti critici del vigneto.

VIGNETI PIÙ PROTETTI SE INSERITI IN CONTESTI MISTI

a cura di Fabio Ciarla

L’Università della California ha reso noto uno studio secondo il quale i vigneti sono più protetti – si ammalano meno e quindi i viticoltori hanno bisogno di ricorrere più raramente a pesticidi – quando sono circondati da habitat seminaturali, con boschi o macchia a fare da cornice alle viti. La ricerca, focalizzata sulla tignoletta, ha preso in considerazione 400 vigneti spagnoli notando come le epidemie di parassiti siano quattro volte superiori nei paesaggi semplificati. La monocoltura, insomma, non è funzionale, mentre la biodiversità assicura vantaggi.

ASTI, LA SVOLTA PASSA PER LE VERSIONI BRUT NATURE, EXTRA BRUT E BRUT

a cura di Fabio Ciarla

Dai primi mesi del 2021 saranno messe in commercio le prime bottiglie di Asti spumante brut nature, extra brut e brut, una svolta verso una fetta di consumo totalmente diversa da quella tradizionale dello storico spumante aromatico dolce. In realtà fonti del Consorzio ricordano come, molto probabilmente, il primo Asti creato dai fratelli Gancia non fosse del tutto dolce, ad ogni modo la scelta – dopo il lancio della versione Dry del 2017 – è chiara e mira ad ampliare, di molto, le possibilità di questo vino soprattutto sul mercato nazionale.

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