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Di Daniele Ognibene

La storia del vino sta riscuotendo un discreto successo tra gli operatori del settore. D’altro canto, noi storici che lavoriamo in questo campo, abbiamo più volte sottolineato come la valorizzazione di un prodotto necessiti prima di tutto di una sua contestualizzazione storica, fatta su basi serie e documentate e non sull’amatoriale – benché legittima – passione di qualche amante del vino. Vi sono infatti delle difficoltà oggettive nello studio della storia del vino che, senza un’adeguata preparazione, possono portare non solo ad errori, ma anche a vere e proprie distorsioni, se non lampanti falsificazioni storiche. Ancora di più, acquisire una preparazione storica è oggi più che mai necessaria per i Sommelier, che non di rado sono vittime dei suddetti errori, finendo per diventare veicoli (spesso in buona fede) di falsi storici o di banali semplificazioni.

Quando si parla della storia di un vino, o di una regione vitivinicola, uno dei periodi più importanti è senza ombra di dubbio il Medioevo. In particolare è alla sua fine – tra il XIV e il XV secolo – che il vino divenne un vero e proprio prodotto di massa, commercializzato in grandi quantità da una parte all’altra del continente Europeo. Nella maggior parte dei documenti commerciali sopravvissuti sino ad oggi è possibile suddividere la vasta quantità di vini reperibili in questo periodo storico in due grandi famiglie: da una parte i cosiddetti vini greci, dall’altra quelli latini. Soffermandosi sui loro nomi, ciò che si potrebbe pensare è che la differenza tra queste due tipologie di vino fosse essenzialmente di natura geografica: i primi venivano prodotti in Grecia, mentre gli altri nei territori più vicine alla cultura latina. Questo non è del tutto corretto, poiché a fianco di vini prodotti nelle regioni della Magna Grecia (come la Campania, o la Calabria) o del Peloponneso e delle isole del Mare Egeo, all’interno di questa macro-categoria rientravano anche dei vini prodotti a nord dei Balcani, nella Romanìa, o anche in Liguria, come nel caso della pregiata vernaccia. Dunque, il binomio vino greco e vino latino, più che essere osservato come una sorta di denominazione di origine ante litteram andrebbe studiato dal punto di vista produttivo e qualitativo. I vini greci erano caratterizzati di norma da una spiccata alcolicità, che donava ad essi una discreta longevità e poteva proteggerli durante il viaggio, facendoli arrivare a destinazione in uno stato di conservazione pressoché perfetto. Al contrario, i vini latini di norma erano prodotti di pronta beva, destinati ad essere consumati nei mesi successivi alla vendemmia, una volta terminata la fermentazione. Appartenevano a quest’ultima categoria ad esempio i vini del bordolese, esportati in Inghilterra all’interno di grandi tonneaux (840 litri circa) ancora in fase di fermentazione, a contatto spesso con le fecce grosse. I vini greci, al contrario, venivano posti all’interno di botti meno capienti (tra i 400 e i 600 litri) e potevano essere spediti anche a fermentazione ultimata e già sgrondati o, addirittura, invecchiati. Grazie a queste qualità i vini greci conobbero, nel Medioevo, una grande fortuna, che continuò ad echeggiare anche nei secoli successivi, quando sul mercato si imposero i rinomati vini iberici e portoghesi. In fondo, Shakespeare non fece annegare Edoardo IV in un grande tonneau colmo di pregiato bordeaux, bensì in una botte di greca malvasia.

Il Sommelier Magazine Vini Greci versus Vini Latini

 

Il Sommelier Magazine Vini Greci versus Vini Latini

Per approfondimenti:

  • Ognibene, “Il viaggio del vino nel tardo Medioevo. Problematiche, appunti e suggestioni” , in Il vino dei Templari. Ricerche a Bologna tra archivistica, iconografia, palinologia e genetica, a cura di Enrico Angiolini, Penne e Papiri, Tuscania, 2018
  • Tucci Zug Hannelore, Un aspetto trascurato del commercio medievale del vino, Studi in memoria di Federigo Melis, III. Napoli, 1978. 311-348.
  • Grieco Allen J, I sapori del vino: gusti e criteri di scelta fra Trecento e Cinquecento, in Dalla vite al vino. Fonti e problemi della vitivinicoltura italiana medievale, di Jean-Louis Gaulin e Allen J. Grieco, 163-186. Bologna: CLUEB, 1994.

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