Tempo di lettura 1 min

Giampaolo Zuliani

Il paesaggio vitato si presenta agli occhi di un osservatore attento come un complesso di interazioni tra elementi naturali ed artificiosamente predisposti. Il lavoro che per secoli ha occupato l’agricoltore-viticoltore (l’antropizzazione del luogo) ha prodotto un insieme di fattori necessari allo svolgimento delle pratiche colturali che hanno creato delle interazioni con i principi naturali presenti. Questi ultimi, a loro volta, sono stati plasmati, talora ridisegnandone con rispetto le forme ove non addirittura forzandone le naturali disposizioni, per esigenze pratiche.

L’insieme percepito nasce dal frutto di questo microcosmo di lavoro operato nei secoli per governare e portare a frutto le componenti naturali. Gli elementi naturali nel loro complesso si compongono di luce diretta e riflessa, pensiamo alla presenza di specchi d’acqua che aumentano e rafforzano la riflettenza di colori trasferiti dalla luce stessa, di elementi arborei, di andamenti orografici, la giacitura e la morfologia del terreno.

Gli elementi artificiali sono composti da strutture poste sul terreno quali le palificazioni ottenute con diversi materiali (ferro, acciaio, cemento, legno), le vasche di mescolamento dei prodotti, le casette di deposito degli attrezzi.

Il Sommelier Magazine BELLEZZA E PAESAGGIO

Questo contenuto è riservato agli Associati

Esegui il login per continuare la lettura!

Entra in contatto!

Entra nella Community de Il Sommelier!

Incontra tanti winelover come te e condividi con noi la tua passione per il mondo del vino

Commenti

Ancora nessun commento