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Gloriana Pace Archeologa del Museo delle Navi Antiche di Pisa

Il Sommelier Magazine LE ANFORE VINARIE E L’ANFORA DA “SPUMANTE”

Il mare ha rappresentato da sempre la principale via di comunicazione per le popolazioni affacciate sul Mediterraneo; le navi potevano trasportare qualsiasi tipo di merce, sia sfusa che entro contenitori da trasporto. Tra le merci sfuse più importanti vi era il grano; le fonti storiche tuttavia attestano anche l’esistenza di mercantili specializzati, quali le navi cisterna dedicate al trasporto del vino sfuso. Vino, olio e salse di pesce, erano generalmente trasportate all’interno di anfore, le cui molteplici forme rimandano a periodi e luoghi di produzione diversi; a parte pochi casi, tutte terminavano con un puntale per essere impilate nella stiva in strati sovrapposti, ottimizzando lo spazio e migliorando la tenuta del carico in caso di mare agitato.

Lungo le coste e in corrispondenza delle isole toscane, sono presenti numerosi relitti di navi che coprono un lungo arco cronologico, dall’età arcaica fino all’epoca tardo-antica; sulla base dei relitti rinvenuti e/o individuati, è possibile ipotizzare una serie di rotte, che hanno interessato il Tirreno settentrionale, di cui quella più battuta era, sin da epoca etrusca, quella del vino e delle ceramiche prodotte lungo le coste tirreniche e dirette verso la Gallia, in particolare Marsiglia, e verso la costa orientale della penisola iberica, dove il vino veniva esportato in notevoli quantità. Il tratto di mare da Pisa, il cui principale porto marittimo era Portus Pisanus, localizzato a nord di Livorno, attivo almeno fino agli inizi del V sec. d.C., era inserito nella rotta di cabotaggio costiera che collegava l’Italia tirrenica con le province occidentali dell’Impero. Il ritrovamento delle navi di epoca romana nella periferia nord-occidentale di Pisa si localizza all’interno della pianura pisana caratterizzata dalla presenza di un corso fluviale, forse l’Auser o l’Auserculus, che costeggiava l’abitato di Pisa a Nord, e che esattamente nell’area dell’attuale stazione ferroviaria di Pisa San Rossore, formava un’ansa; i depositi che inglobavano le imbarcazioni, sulla base della stratigrafia geologica e archeologica, furono generati principalmente dalle esondazioni del fiume Arno.

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