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Giampaolo Zuliani

 

Lo scorso 30 giugno è stato firmato il Decreto di espressione interministeriale (Mipaaf. Mibact e Mattm), che rende attuativo il riconoscimento dei vigneti eroici e storici come patrimonio culturale. Il percorso di valorizzazione del panorama vitato italiano nei luoghi ad alto valore ambientale e storico è giunto finalmente a compimento nel suo iter burocratico; ora si attendono le domande dei proprietari e produttori che ritengono di valorizzare il proprio vigneto attraverso il riconoscimento istituzionale.

Nel Nord Italia i vigneti che rientrano nella viticoltura eroica sono numerosi. La Valle d’Aosta è praticamente un vigneto eroico in quasi tutte le denominazioni principali. L’areale di Morgex, dove le vigne sono poste ad altitudini al limite della coltivazione della vite, è composto da un paesaggio delicato e fragile che testimonia la capacità del Prié blanc di adattarsi al clima rigido. Le viti, talvolta a piede franco, sono sostenute da un sistema articolato di travature orizzontali che poggiano su piccoli pilastri in pietra locale. I vini che si ottengono, nelle migliori interpretazioni, sono figli di questo terroir ed esprimono nei caratteri di alcol contenuto e nella ricchezza di acidità le peculiarità maggiormente riconoscibili.

In Piemonte sono diffuse le aree di viticoltura eroica nella fascia pedemontana. In particolare la Val di Susa, la Val Chisone e la Valle Ossola. Nelle Langhe nella Valli del Belbo e Bormida e in alcune vigne a forti pendenze del Roero. In Valle Ossola sono caratteristiche le topie, antichi sistemi di allevamento, dove si coltiva il Prunent, il Nebbiolo ossolano.

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