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di Jimmy Pessina

Per secoli le chiamarono “isole del diavolo” perché circondate da un mare ostile e pericolosissimo, oggi il mini-arcipelago, che insieme è grande sì e no come l’isola d’Ischia, è probabilmente il Paese del mondo in cui si vive mediamente meglio. La capitale Hamilton conta circa 1200 abitanti (la popolazione dell’arcipelago e di circa 66.000 abitanti), oltre a un reddito pro capite doppio a quello degli US. Le Bermuda possono vantare la totale assenza di disoccupazione, di debito nazionale e qualsiasi forma di povertà. Non si pagano tasse sul reddito, la tensione razziale appartiene al passato, non esiste inquinamento e l’ambiente è così idilliaco da sembrare artificiale. Eppure, non si è ancora spento il ricordo delle “isole del diavolo”, così come per primo le descrisse Shakespeare, che qui ambientò “La tempesta”, ispirandosi al naufragio dei primi coloni inglesi diretti in queste isole attraenti ma irraggiungibili, gelosamente custodite da un mare infido, dove tutt’oggi sono stati rinvenuti i relitti di oltre 100 navi. A ciò si aggiunga il mistero del “triangolo delle Bermuda”, famoso per la scomparsa di centinaia di imbarcazioni e di aerei in quel tratto dell’Oceano Atlantico di cui queste isole sono uno degli ipotetici vertici. C’è anche una persistente ignoranza sulla loro ubicazione: molti pensano che si trovino in pieno oceano, ma in realtà per raggiungerle occorrono solo due ore di volo da New York e altrettante da Miami. La loro latitudine è più o meno quella di Tripoli, anche se il clima è dolcissimo e per arrivare ai Tropici di strada ce n’è ancora molta. Anche sulle dimensioni dell’arcipelago si fa un po’ di confusione: le Bermuda, prese tutte insieme, si dice siano 120, coprono sì e no l’isola d’Ischia. Per eguagliare le Bahamas, per esempio, di Bermuda ce ne vogliono 260. Così, non appena si scende dall’aereo cominciano le sorprese. Innanzitutto, delle 120 isole solo una dozzina è abitata, e di queste sette sono unite da ponti in modo da formare un unico territorio, dando l’impressione di arrivare in una sola isola e non in un arcipelago. Fra tutti i “paradisi” del mondo, le Bermuda sono quelle che più danno la sensazione di un ambiente così incantevole da sembrare quasi artificiale. I prati all’inglese, curatissimi, le siepi di ibisco tutte fiorite e ordinate a cingere i giardinetti delle case, le strade pulite, con un traffico scorrevole ma tranquillo. Le auto, quasi tutte uguali, e i moped (gli usatissimi motorini) tengono ordinatamente la sinistra, persino gli autobus sono decorativi, dipinti in rosa e blu. I piccoli cottage a un piano, di delicati colori, hanno tutti il tetto rigorosamente bianco (serve per raccogliere l’acqua piovana, unica risorsa idrica dell’arcipelago) che luccica tra il verde della fitta vegetazione. Oleandri, buganvillee, aranci, limoni, pompelmi, inframmezzati da pini e palme scivolano fino al mare e bordano di verde le spiagge di sabbia rosa per la presenza di frammenti di corallo. Il mare è tiepido e trasparente, lo scenario perfetto. La gente per la strada trasuda benessere, easy life: ti saluta, ti sorride. Tutti sono vestiti in maniera impeccabile, magari di gusto un po’ britannico, ma elegante: le donne con gonne ben stirate, camicette chiare e scarpe color pastello; gli uomini con i classici “bermuda” (cos’altro potrebbero indossare?) blu, ma più spesso gialli o bordeaux, accompagnati da calze al ginocchio, scarpe stringate, giacca, camicia e cravatta.

Cosa si beve alle Bermuda?

Il Sommelier Magazine BERMUDA: il fascino della perfezione delle isole miliardarie

Antonio Fiorenzo Serrapiana

Le Bermuda sono uno splendido arcipelago di isole di origine vulcanica situato nella parte occidentale del Mar dei Sargassi (Oceano Atlantico). Territorio d’oltremare britannico, famoso soprattutto per la bellezza delle sue spiagge. Qui, si apprezza Rum di stile inglese, un prodotto diffusamente apprezzato. I rum di questa scuola solitamente utilizzano per la distillazione i Pot Still scozzesi.

Qui, nelle isole delle Bermuda il rum entra anche in cucina quale ingrediente primario del piatto nazionale Fish chowder, ovvero una golosa zuppa di pesce che si prepara utilizzando gli scarti e la polpa in parti uguali così da ottenere una sorta di consommé.

La bevanda nazionale a base di rum è il Bermuda Rum Swizzle che contiene una miscela di diversi succhi di agrumi, spezie (cannella e noce moscata) e amari.

Il rum è anche “tempestoso” (stormy) nel cocktail preferito delle Bermuda, il Dark ‘n’ Stormy, preparato con dark rum e ginger beer a cui, talvolta, è aggiunto del succo di lime. È l’unico drink il cui è nome è un marchio registrato, appartenente alla Gosling Brothers Ltd, un’azienda produttrice di rum, che dichiara di averlo inventato nell’arcipelago di Bermuda poco dopo la prima guerra mondiale. Nel 2011 è diventato un cocktail ufficiale IBA.

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