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Viaggio tra fondali incontaminati, calette e grotte marine

di Jimmy Pessina

 Lasciatevi incantare dalla bellezza delle Isole Tremiti: San Domino, San Nicola e, completamente disabitate, Capraia, lo scoglio del Cretaccio e la piccolissima Pianosa. Un paradiso incontaminato, l’ideale per gli amanti del diving. Partite da Vieste o da Rodi Garganico per raggiungere l’arcipelago delle Tremiti. O da Foggia con un volo in elicottero, per godervi lo spettacolo del promontorio dall’alto. La prima tappa del vostro tour da isolani, è San Nicola. Appena sbarcati, seguite il percorso che si inerpica tra le mura difensive e raggiungete il punto più alto, dove sorge il Santuario di Santa Maria a Mare.  L’isola di San Domino, la più grande dell’arcipelago è un’esplosione di vegetazione, colori e profumi. Meritano una visita: il boschetto del Diamante, la piana dell’Eden e il colle dell’Eremita. Fatevi un giro dell’isola in barca, per ammirare le coste e le numerose grotte. Le immersioni più belle sono a Punta del Diavolo e nella Grotta delle RondinelleCapraia, infine, si fanno le escursioni subacquee più belle del Mediterraneo.  Immergetevi a Punta Secca e Cala dei Turchi: sarà incredibile nuotare tra polpi e margherite di mare, mentre Pianosa fa parte di una Riserva Marina Integrale e quindi non si può visitare senza autorizzazione. Le Isole Tremiti sono indubbiamente un paradiso, con una natura intatta, un mare realmente cristallino anche se l’ospitalità e l’organizzazione non sempre è all’altezza delle aspettative. Anche se sono scelte da chi cerca una vacanza solo mare, le Isole Tremiti offrono molte cose da vedere, storiche e naturalistiche: la grotta del Bue Marino e la Pineta a San Domino, la abbazia-fortezza di San Nicola. I fondali intorno alle isole sono amati da chi fa immersioni e snorkeling e offrono scenari spettacolari di grotte, insenature, pesci di ogni razza e dimensione, relitti romani, turchi e più recenti. Nelle cinque isole si mangia molto bene ma è molto difficile trovare un hotel se non si prenota in anticipo. Le Tremiti sono conosciute anche con il nome di Diomedee perché la loro origine è legato all’eroe greco Diomede, che le avrebbe create lanciando in mare tre grandi sassi portati da Troia. In queste isole Diomede sarebbe poi morto. Di questo mito restano le Diomedee, uccelli dal canto particolare che popolano le scogliere delle Isole Tremiti. Secondo Virgilio non sono altro che i compagni di Diomede, trasformati da Afrodite in uccelli affinché possano per sempre piangere e vegliare sul loro eroe. In questa pagina vi consigliamo le 10 cose da fare e vedere alle Isole Tremiti. La maggior parte delle spiagge delle Tremiti è di ciottoli e i posti più belli si raggiungono tramite ripide discese nella macchia mediterranea: prima di avventurarsi per un bagno quindi, meglio portare con sé sempre crema solare, scarpette di gomma, cappellino e macchina fotografica per rubare gli scorci più belli. Oltre a essere l’unica isola delle Tremiti attrezzata turisticamente, San Domino è anche famosa come “l’isola di Lucio Dalla”: il grande cantautore italiano aveva infatti casa qui e qui ha composto alcune delle sue canzoni più famose, ispirato dai colori e dal paesaggio. Oggi troverete un po’ di Lucio Dalla in tutta San Domino, dalle sue canzoni che risuonano nei locali alle foto appese nei ristoranti. È facile capire perché è tanto amata da artisti e turisti che la visitano ogni anno: è un’isola ancora selvaggia nonostante il turismo, ricoperta di pini e costeggiata da spiagge sassose e grotte di mille colori.

Il Sommelier Magazine Isole Tremiti

Il vino delle isole Tremiti

Giampaolo Zuliani

Descrivere le isole Tremiti come esempio di produzione di viticoltura del Mediterraneo è un esercizio difficoltoso poiché la produzione di vino odierna è alquanto limitata. Un viaggiatore che visitasse oggigiorno le isole alla ricerca di vini locali avrebbe alcune serie difficoltà a trovare il vino isolano; la produzione infatti è limitata a soli tre coltivatori
che proseguono la produzione in ambito prettamente famigliare. In commercio non possiamo trovare nessuna produzione del vino delle Tremiti seppur il territorio ricade
nella denominazione Aleatico di Puglia DOC, Daunia IGT e Puglia IGT. La storia però ci racconta che la produzione in epoca romana, nell’età imperiale, era sicuramente fiorente come testimonia il ritrovamento del cosiddetto relitto delle Tremiti: un’imbarcazione che conteneva anfore vinarie di stile Lamboglia e Brindisine per il commercio del vino locale. Il paesaggio viticolo contemporaneo tremitese ci racconta, seppur in modo frammentario, ancora con forza le potenzialità viticole delle isole del Mediterraneo. Un visitatore attento e curioso potrà comunque cogliere nei vigneti coltivati con amorevole cura a Montepulciano,
Sangiovese ed Aleatico le tracce dell’antica storia della viticoltura isolana.

 

 

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