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Notizia inviata dalla Delegazione Roma e Castelli Romani

 

Primo appuntamento venerdì 4 dicembre, poi a seguire altri due incontri – online – per i seminari di approfondimento organizzati dalla Delegazione Storica Fisar Roma e Castelli Romani. L’iniziativa ha riscosso una grande partecipazione sia tra gli Associati romani sia tra quelli di altre Delegazioni, con collegamenti dall’Abruzzo e dalla Toscana, senza dimenticare alcuni iscritti che per la prima volta si sono affacciati al mondo Fisar. I temi scelti hanno riguardato argomenti sui quali ultimamente si è fatto un gran parlare, a tutti i livelli, e in effetti la scelta è stata apprezzata da tutti, anche per il valore dei relatori selezionati. Per ogni incontro è stato poi degustato un vino rappresentativo e collegato in qualche modo all’argomento trattato.

Ad aprire gli appuntamenti con “La mineralità nel vino: mito o realtà?” è stato Paolo Peira, enologo e Vicepresidente Assoenologi Lazio-Umbria oltre che relatore Fisar. Molto tecnico il suo intervento, teso a inquadrare dapprima l’argomento in generale e poi a commentare le ultime ricerche riguardo a questo descrittore del vino, cercando di capire se e come è possibile identificarlo. Un tema assai caro anche ai tanti sommelier attivi collegati, che hanno dimostrato di interagire spesso alla ricerca della migliore comprensione.

Il secondo incontro, venerdì 11 dicembre, è stato guidato da Paolo Pietromarchi – enologo ricercatore presso il CREA Viticoltura Enologia di Velletri e Docente di Enologia, Enografia e Tecnica di degustazione all’Università di Roma Tre (oltre che relatore Fisar e responsabile della didattica della delegazione di Roma e Castelli Romani) – ed è stato incentrato su “Fermentazioni naturali o controllate? Quello che agli occhi non si vede ma che si sente nel vino!”. Partendo dal fatto che gran parte delle caratteristiche organolettiche che percepiamo nei vini ha origini fermentative, ci si è spinti verso una maggiore conoscenza dei processi e dei microrganismi attivi nella fermentazione. Lieviti naturali, selezionati, indigeni e batteri sono stati trattati con dovizia di particolari allargando quindi il discorso a vini naturali, biologici o convenzionali.

Infine, venerdì 18 dicembre, è toccato a Daniele Migliaro – Ricercatore del CREA Centro di Ricerca in Viticoltura ed Enologia di Conegliano – parlare di “Alle radici del vino. Genealogia dei vitigni più famosi”. Il tema era l’applicazione della genetica al mondo del vino, percorso capace di svelare legami di parentela tra vitigni e scoprire, talvolta, legami inesistenti. Incroci che hanno dato vita a grandi vitigni, inaspettate parentele, la ricerca sui vitigni resistenti alle malattie, sono stati gli argomenti che hanno coinvolto tutti i partecipanti grazie anche alle capacità di uno dei massimi esperti nazionali di genetica viticola.

I webinar insomma, anche se in via emergenziale, funzionano. La Delegazione Storica di Roma e Castelli Romani sta quindi già programmando i prossimi, a partire da quello del 15 gennaio dedicato all’inglese tecnico per i sommelier dal titolo “Can You Talk About Wine?”.

 

 

 

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