“Veneziano” è il suffisso che si porta dietro nell’elenco della IBA (International Bartenders Association), mitteleuropee sono invece – forse – le origini di quello che è il progenitore dell’aperitivo più di moda oggi in Italia e nel resto del mondo.

Il vino a San Colombano al Lambro c’è da sempre, dai tempi dei romani, e da quando il santo irlandese San Colombano (540-615) scese in Italia e insegnò la tecnica di coltivazione delle viti agli abitanti dei colli.

Cambia il clima: cambiano i vini? È quello che sta accadendo in Valpolicella, dove recenti modifiche del disciplinare, già in vigore, sono state dettate anche dalla necessità di adeguarsi ai tempi che cambiano.

Le persone che hanno adottato una dieta vegana contano oggi circa il 2,2% della popolazione in Italia: un numero in continuo aumento con un trend di crescita costante.

In Italia il mercato delle vendite di vino online è stimato intorno ai 40/50 milioni di euro annui (dato ottenuto scorporando il settore specifico dal totale del “food&grocery”, che vale nel complesso 1,6 miliardi di euro).

Viticoltore, cantiniere, enologo, agronomo, sommelier. Fino a pochi anni fa erano questi i mestieri del vino che venivano in mente

Pericolo scampato. Almeno per il momento. Il timore che gli USA alzassero fino al 100 per cento i dazi su alcuni prodotti, tra cui il vino italiano, è rientrato. Il 15 febbraio scorso l’Ustr, il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti ha annunciato che non ci saranno aumenti.

La notizia è stata diffusa lo scorso 11 novembre, anche il Chianti avrà la sua “Gran Selezione”.

Un percorso breve ma evidentemente fondato ha portato al riconoscimento anche da parte dell’Unione Europea del “Vermouth di Torino IGP”

L’obiettivo è ridurre le scorte e guadagnare qualcosa sui prezzi, ma di certo la proposta del deputato alla Camera Antonio Lombardo è piuttosto dirompente