In Valle Isarco l’Abbazia di Novacella racconta quasi nove secoli di viticoltura, accoglienza e cultura. Tra vigneti d’altura, arte monastica e grandi bianchi, uno dei complessi religiosi più affascinanti dell’arco alpino è oggi anche una destinazione enoturistica capace di unire storia, spiritualità e vino.
Il viaggio verso l’Abbazia di Novacella comincia quasi sempre lungo la strada che risale la Valle Isarco. È una valle severa e luminosa allo stesso tempo: montagne che salgono rapide, filari ordinati che si aggrappano ai pendii, piccoli paesi dove il tempo sembra scorrere con un ritmo più lento.
Poi, poco prima di Bressanone, appare il complesso abbaziale. Non è soltanto un monastero: sembra piuttosto una piccola cittadella raccolta tra vigne e montagne. Le mura chiare, le torri, i tetti ordinati e il grande cortile interno raccontano immediatamente una storia antica. Qui il vino non è un’attività aggiunta nel tempo, ma parte della vita stessa del luogo.
Fondata nel 1142, l’Abbazia di Novacella è una delle cantine attive più antiche al mondo. Da quasi nove secoli i Canonici Agostiniani che abitano il monastero coltivano vigne, producono vino e accolgono viaggiatori e pellegrini. La tradizione vitivinicola è documentata già nel XII secolo, quando i vigneti che circondano l’Abbazia erano già parte del patrimonio monastico.
Passeggiando nel complesso, si attraversano secoli di storia. Il chiostro gotico affrescato, la basilica barocca, la biblioteca rococò con le sue scaffalature intagliate e migliaia di volumi antichi testimoniano una stratificazione architettonica che va dal romanico al barocco. È uno di quei luoghi in cui arte, spiritualità e vita quotidiana convivono con naturalezza.

E tutt’intorno, come una presenza discreta ma costante, ci sono i vigneti.
La viticoltura qui è profondamente legata alla montagna. I vigneti si trovano su terreni morenici modellati dai ghiacciai e arrivano fino a circa 900 metri di altitudine. Le giornate luminose e le forti escursioni termiche tra giorno e notte permettono una maturazione lenta delle uve, dando origine a vini di grande precisione aromatica e freschezza.
Non sorprende quindi che l’identità della cantina sia fortemente legata ai grandi bianchi dell’Alto Adige: Sylvaner, Kerner e Riesling rappresentano il cuore della produzione proveniente dai vigneti di Novacella. Accanto a questi, la tenuta Marklhof a Cornaiano, vicino a Bolzano, consente all’Abbazia di produrre anche vini rossi come Lagrein, Schiava, Pinot Nero e Moscato Rosa.
Oggi la cantina dell’Abbazia produce circa 800.000 bottiglie all’anno ed esporta i suoi vini in oltre quaranta paesi. Una produzione importante, che però conserva ancora un legame molto forte con la dimensione territoriale e con la lunga tradizione monastica.
La storia del vino a Novacella è fatta anche di attenzione al futuro. Già dagli anni Novanta l’Abbazia ha intrapreso un percorso di gestione sostenibile del vigneto e del territorio, adottando un approccio a impatto climatico zero quando ancora il tema della sostenibilità non era al centro del dibattito vitivinicolo.
Lasciando Novacella, si ha la sensazione che il vino qui sia non soltanto una tradizione agricola, ma una forma di continuità. Le vigne circondano ancora le mura dell’Abbazia come facevano secoli fa, e il loro ritmo segue quello della comunità monastica.
È forse proprio questo il segreto di Novacella: la capacità di restare fedele alla propria storia mentre continua, vendemmia dopo vendemmia, a scriverne una nuova.
I vini simbolo dell’Abbazia di Novacella
La produzione della cantina si articola in diverse linee che interpretano il territorio con stili differenti.
Praepositus. È la linea di vertice qualitativo dell’Abbazia: vini provenienti da vigneti selezionati situati a diverse altitudini, caratterizzati da profondità, eleganza e grande capacità di evoluzione nel tempo.
Perlaetus Metodo Classico. Ottenuto da uve Sylvaner. Uno spumante che traduce la freschezza e la tensione minerale del vitigno in una versione elegante e sorprendente.
Linea Classica. Rappresenta l’espressione più immediata dei vitigni coltivati tra Novacella e Cornaiano: bianchi nitidi, freschi e di grande bevibilità.
Linea Insolitus. Una linea dedicata alla sperimentazione e alle nuove interpretazioni varietali, nata anche per affrontare le sfide del cambiamento climatico.
Tra le etichette più rappresentative spiccano inoltre due vini con menzione di vigna: il Sylvaner Stiftsgarten, proveniente dal vigneto storico accanto all’Abbazia, e il Pinot Nero Riserva Vigna Oberhof, prodotto nella tenuta Marklhof.
Esperienze da vivere all’Abbazia di Novacella
Visitare Novacella significa entrare in un luogo dove il vino dialoga con arte, paesaggio e storia.
Tra le esperienze più interessanti:
- visita al complesso abbaziale con chiostro gotico, basilica e biblioteca storica;
- percorso nel museo abbaziale tra opere medievali e barocche;
- passeggiata tra i vigneti che circondano il monastero;
- degustazione guidata dei vini della cantina;
- visita Deluxe con accesso a spazi esclusivi e degustazione dei vini dell’Abbazia in abbinamento ai prodotti del territorio;
- sosta all’Osteria dell’Abbazia o all’enoteca interna.
Il complesso accoglie ogni anno circa 60.000 visitatori e rappresenta una delle destinazioni enoturistiche più affascinanti dell’arco alpino.
Info: www.kloster-neustift.it/it/visita-e-esperienza/tour-e-visite-guidate/
Pubblicato su “Il Sommelier” n. 1/2026, pp. 26-27








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