Per la prima volta scienziati di tutto il mondo si sono riuniti in un consorzio, denominato The Vineyard of the Future, per mettere a sistema tutte le conoscenze e le tecniche gestibili tramite intelligenza artificiale.

L’Università della California ha reso noto uno studio secondo il quale i vigneti sono più protetti – si ammalano meno e quindi i viticoltori hanno bisogno di ricorrere più raramente a pesticidi – quando sono circondati da habitat seminaturali, con boschi o macchia a fare da cornice alle viti.

Dai primi mesi del 2021 saranno messe in commercio le prime bottiglie di Asti spumante brut nature, extra brut e brut, una svolta verso una fetta di consumo totalmente diversa da quella tradizionale dello storico spumante aromatico dolce.

Ne sentiremo parlare presto. Il vino messicano, prodotto nell’incantevole paese bagnato dal Pacifico e dai Caraibi e ricco di vestigia di civiltà antiche, sta sempre di più attirando l’attenzione.

L’innovazione nella viticoltura si realizza anche grazie alla promozione di un utilizzo ragionato dei concimi organici, per migliorare la qualità del terreno e il benessere delle viti, diminuendo l’impiego dei concimi chimici.

La rilevazione periodica dell’ISMEA – l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo e Alimentare – al terzo trimestre 2020 sul clima di fiducia degli operatori nel settore vitivinicolo, non dipinge una situazione incoraggiante.

Il pesce, nella sua versione gourmet, è probabilmente l’eccellenza che più lo ha fatto conoscere a Torino, ma il ristorante “Il Brigantino” viaggia da sempre su due binari, ha effettivamente due anime.

In premessa occorre dire che, senza alcun dubbio al Sud Italia, nell’ambito della perenne contesa tra pandoro e panettone, quest’ultimo sia l’assoluto vincitore.

Non soffriranno delle restrizioni che il Natale forse porterà con sé perché entrambi sono dolci che si consumano da sempre in famiglia, più o meno allargata, ma in famiglia.

I dolci lievitati della tavola natalizia sono caratterizzati da impasti morbidi che presentano le caratteristiche occhiellature tipiche degli impasti che, attraverso il calore, si gonfiano e risultano soffici.

Rimasta fuori dalle rotte principali per la frammentazione delle sue infrastrutture e dominata per secoli dallo Stato Pontificio questa regione, dal carattere introverso, sembra non voler uscire dalla zona di comfort e preferire un’esistenza tranquilla, quasi sonnecchiante.

Nel cuore dell’Oltrepò Pavese, in un punto circoscritto ad est dal torrente Versa e ad ovest dal torrente Scuropasso, a nord dalla statale n. 10 e confinante a sud con Santa Maria della Versa, vi è un territorio che da secoli è particolarmente vocato alla viticoltura, lo Sperone di Stradella la punta più a nord degli Appennini dalla quale scaturiscono vini speciali.

Il vino che i Triestini chiamano Terrano del Carso, gli Istriani Terrano d’Istria, infine i dalmati Teran, è il vino identitario del Carso (Kras in sloveno e croato), è parte integrante del patrimonio culturale di quei luoghi, che oggi i confini delle nazioni delimitano in Carso Italiano (Triestino e Goriziano), Carso Sloveno e il Carso Istriano (Croazia).