Nell’enogastronomia toscana segna un elemento di novità la nascita di “As.Co.T”, Associazione Consorzi Toscani per la qualità Agroalimentare

C’è stato un tempo in cui nell’immaginario collettivo parlare di “vini del Nuovo mondo” voleva dire riferirsi a calici un po’ piacioni, sontuosi, dalle marcate note di legno.

Provenienza territoriale e rispetto dei vitigni autorizzati sono due delle garanzie che, nel vino, sono state fino ad oggi più difficili da certificare.

Nell’ottica di una maggiore armonizzazione con le norme dell’Unione Europea, la classificazione territoriale dei vini tedeschi presto subirà cambiamenti.

NE PARLIAMO CON UN ESPERTO DELLA FAO, L’ORGANIZZAZIONE DELLE NAZIONI UNITE PER L’ALIMENTAZIONE E L’AGRICOLTURA

DECRETO RILANCIO: SÌ ALLA VENDEMMIA VERDE PARZIALE

CRESCE LA PRODUZIONE AL NORD, LIEVE FLESSIONE AL CENTRO E UN IMPORTANTE CALO TRA SUD E ISOLE. AUMENTA LA PRODUZIONE IN FRANCIA E SPAGNA MA L’ITALIA RIMANE PRIMO PRODUTTORE AL MONDO

In realtà Rosina non pensava di aprire un ristorante, nel 1969 tra le curve delle colline che separano Jesi e Cupramontana, nel comune di Monte Roberto (in provincia di Ancona), aveva preso in gestione una rivendita di alimentari

Non si può non premettere che l’abbinamento del vino con i legumi è suscettibile di una notevole varietà di scelte, a seconda della lavorazione del piatto e delle altre componenti, se cucinato a zuppa, se con la pasta o se, come accade di frequente, arricchito per struttura e grassezza da salsicce, guanciale o altre parti di maiale.

Freschi o secchi? Questo è il dilemma: se sia da preferire una ciotola di fave fresche e tenere appena sgusciate, dolci, sposate a piccoli bocconi di pancetta e di formaggio fresco..

I legumi sono delle verdure a seme da sempre utilizzati nella cucina del Mediterraneo. Alcuni piatti tradizionali hanno costituito l’ossatura fondante per numerose popolazioni che attraverso l’unione di legumi, verdure e pane riuscivano a soddisfare i numerosi componenti delle famiglie tradizionali.

“Il mio Carso è duro e buono. Ogni suo filo d’erba ha spaccato la roccia per spuntare, ogni suo fiore ha bevuto l’arsura per aprirsi”

Dopo un lungo periodo in cui è stato trascurato dai produttori locali, soprattutto a causa del suo essere difficile perché “montano”, dal grappolo spargolo e scarsamente produttivo, il Tintilia, a partire dagli anni ‘80 ha conquistato il centro dell’attenzione della nuova cultura territoriale molisana.

Il Vermentino è giunto abbastanza recentemente, seconda metà dell’800, sull’isola sarda e non fa parte di quel pacchetto di vitigni, come Cannonau, Nuragus, che recenti studi hanno decretato autoctoni locali ribaltando vecchi convincimenti che facevano dell’isola approdo di vitigni, ora provenienti da est, Caucaso e dintorni, ora provenienti da ovest, penisola iberica.

Riscoprendo, con questa breve rubrica, la figura del sommelier dal punto di vista storico, ne ho colto gli aspetti salienti del suo agire prima dell’avvento del marketing per arrivare a sottolineare i collegamenti con il suo fare moderno.